di Daniele Bovi

A primavera si parte, con l’obiettivo di tagliare il nastro entro l’avvio del nuovo anno scolastico. Palazzo dei Priori per portare a termine i lavori che cambieranno il volto di piazza Fortebraccio si è dato questa tempistica: aprire il cantiere a primavera, lavorare nei mesi in cui le scuole sono chiuse e quindi anche il traffico nella zona è minore, e consegnare alla città la nuova piazza prima che i ragazzi tornino a scuola. In tutto, come scritto mercoledì da Umbria24, un investimento da 370 mila euro coperto per la quasi totalità (300 mila euro) dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia. Nei piani di palazzo di Priori il progetto rappresenta solo il primo passo di un più complessivo ripensamento della zona.

IL PROGETTO

I dossier Molti sono i dossier aperti. Da pochi giorni è stato restituito alla città l’Arco etrusco con la promessa di Cucinelli (finanziatore del restauro con 1,2 milioni di euro) di mettere sul tavolo le risorse necessarie anche per far tornare a splendere le mura laterali. A breve poi riaprirà anche con funzioni non rituali la chiesa di San Fortunato dopo i danni subiti dal terremoto del 1997, mentre il piazzale antistante in cotto sarà rifatto. In futuro, anche se per ora non c’è nessun progetto, l’idea è quella di migliorare e riqualificare anche il campo da basket, così da potenziare quella che è la sua vocazione di luogo capace di aggregare le persone. Quanto all’area dove si tiene il mercatino settimanale, il suo ripensamento potrebbe essere affidato ad un concorso. Qui poi, nella zona di piazza, Grimana, potrebbe arrivare una delle due grandi isole ecologiche interrate nell’ambito del nuovo sistema di raccolta differenziata che Comune e Gesenu stanno pensando per il centro storico.

Mobilità Da non sottovalutare poi è il capitolo mobilità. L’area rappresenta uno snodo fondamentale per la connessione tra la parte est di Perugia e quella ovest, mentre con i lavori verrà eliminata la corsia di fronte a palazzo Gallenga, così che rimarrà solo quella a doppio senso. Poco più sotto c’è viale Sant’Antonio, tristemente noto per essere la via dove c’è la casa nella quale è stata uccisa Meredith Kercher. Qui una frana ha costretto mesi fa l’amministrazione a bloccare la circolazione e ora, per capire qual è la soluzione migliore per una possibile riapertura, bisognerà conoscere il responso dell’indagine geologica commissionata da palazzo dei Priori. Al di là della frana però l’orizzonte al quale guarda la giunta è quello di ridurre il traffico dei grandi bus per ricorrere a mezzi pubblici più piccoli. Un’ipotesi è fermare i bus a piazza dell’Università e da qui usare dei buxi verso porta Pesa e piazza Cavallotti.

Twitter @DanieleBovi

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