di Elle Biscarini

Venerdì l’Umbria – come il resto del Paese – si è fermata. Al centro della mobilitazione nazionale dei metalmeccanici, promossa da Fim, Fiom e Uilm, c’è una richiesta precisa: sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale con Federmeccanica e Unionmeccanica, ferma da oltre un anno. A Perugia, la piazza si è riempita di lavoratrici e lavoratori determinati a far sentire la propria voce: «In Italia c’è un’emergenza salariale – dice Marco Bizzarri, segretario provinciale della Fiom – eppure la controparte non vuole sedersi al tavolo. Noi chiediamo 280 euro di aumento e l’apertura alla riduzione dell’orario di lavoro». Adesione media del 75 per cento, dicono i sindacati, con picchi molto più alti in alcuni stabilimenti. Non sono mancate bandiere della pace e appelli a fermare i conflitti in corso.

METALMECCANICI IN PIAZZA: FOTOGALLERY

La piattaforma «Salario e orario sono i cardini della nostra piattaforma» aggiunge Simone Lucchetti, segretario generale della Uilm Terni, sottolineando come, nonostante i dati dell’Istat e le analisi del Sole24Ore che indicano l’Italia tra i Paesi con i salari più bassi d’Europa, la trattativa resti bloccata. «Federmeccanica si deve assumere la responsabilità di questa situazione» ha ribadito. Per i sindacati, l’assenza di un confronto è «un atto di arroganza incoerente con le dichiarazioni pubbliche dell’associazione datoriale».

SCIOPERO METALMECCANICI: IL VIDEO DEL CORTEO A PERUGIA

Mobilitazione «Non ci fermeremo» continua Bizzarri, indicando come elemento centrale la continuità della mobilitazione: «La nostra coerenza e la nostra determinazione saranno gli elementi che ci porteranno a non mollare di un centimetro». Simone Liti, segretario generale della Fim Cisl Umbria, parla di una situazione «imbarazzante» per un settore che in passato ha raggiunto importanti risultati sul piano dei minimi salariali: «Siamo qui per chiedere con forza la ripresa delle trattative. I metalmeccanici hanno già effettuato 40 ore di sciopero. Altri comparti stanno rinnovando i contratti, non si capisce perché Federmeccanica tenga i lavoratori in ostaggio».

Le richieste I sindacati chiedono risposte concrete su un contratto che riguarda centinaia di migliaia di addetti in tutta Italia. La piattaforma rivendicativa non include solo aumenti salariali ma anche nuove sperimentazioni sull’orario di lavoro, in linea con i mutamenti del mercato e le esigenze sociali delle lavoratrici e dei lavoratori. La parola d’ordine è “dignità”, e passa per una contrattazione che, per ora, resta sospesa.

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