di D.B.
«Parliamoci chiaramente, l’appalto è stato scritto con qualcuno, ma non con certo i genitori i cui interessi contano meno di quelli di altri». Letto il capitolato e i documenti di gara pubblicati nelle scorse ore, le associazioni dei genitori li bocciano in più parti e promettono battaglia, dal ricorso al Tar fino al ritiro dei figli dalle scuole, dallo sciopero delle rette al niente pranzo per quei genitori che decideranno di non ritirare i propri figli dalla scuola. Presa in mano la matita blu, in un comunicato i genitori sottolineano in particolare i punti che riguardano «la qualità delle derrate, liquidata in nemmeno tre righe da sindaco, assessori e dirigenti che si erano fatti garanti assoluti».
La qualità del cibo Nel comunicato si punta il dito contro l’assenza, a differenza del passato, di una clausola con cui si prevede l’italianità di tutta la filiera produttiva, contro l’introduzione dell’emmenthal bavarese («prima non menzionato tra i formaggi, si vede che alle ditte conviene perché costa meno»), del parmigiano stagionato 12 mesi e non 24, della frutta e verdura «di provenienza comunitaria» («non sono precisati gli ortaggi freschi ma solo di stagione, quindi via libera ai surgelati). In più nel mirino finisce il fatto che vengano tolti i cuochi dal polo di via Palestrina, «nonostante sindaco, assessore dirigenti avessero, anche nell’ultima riunione col sindaco, garantito che i cuochi esterni non sarebbero stati spostati; quindi, prepariamoci alla chiusura delle cucine a breve».
Nessun risparmio Quanto al risparmio, le associazioni fanno notare che l’offerta base (1,64 euro per il pranzo più 33 centesimi per la merenda oltre all’Iva) sia più alta rispetto ai massimo due euro al giorno che venivano dati ai genitori. I controlli poi vengono definiti «inadeguati e inefficaci», dato che sono «meramente facoltativi» e che «potranno essere effettuati solo dal Comune e non liberamente dai genitori». In più c’è il problema del contributo alle attività, che è stato cancellato, e del parere dell’Anac («tuttora sconosciuto ai genitori e al Garante dell’infanzia»), del quale una parte è stata resa nota dal Comune il 20 luglio mentre gli atti di gara sono stati pubblicati il 17. «Ecco – concludono – i genitori – come ci hanno garantito sindaco, assessori e uffici».
Il Pd Sul parere dell’Autorità nazionale anticorruzione interviene anche il segretario comunale del Pd Francesco Giacopetti, secondo il quale «la giunta ne fa un uso strumentale». Da quanto si può leggere, risulta evidente, infatti, come l’Anac afferma che vi è sì la possibilità di affidamento diretto alle associazioni di volontariato di singoli servizi, a non essere ritenuta idonea è invece la modalità usata dai genitori per la selezione dei fornitori che andrebbe eseguita in modo diverso, cosa peraltro sempre sostenuta dai comitati dei genitori che avevano dato ampia disponibilità ad esperire soluzioni differenti e in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. L’Anac ritiene, dunque, ‘consolidato il principio secondo cui il convenzionamento diretto con associazioni di volontariato per l’affidamento di servizi è ammissibile nel limite in cui la convenzione non è qualificabile come contratto a titolo oneroso’. E non mi pare che l’attività dei genitori sia mai stata prestata a titolo oneroso, anzi!».
Twitter @DanieleBovi
