Una veduta del castello

Per quelle coppie che decideranno di sposarsi a Perugia con rito civile in una delle residenze di pregio del territorio, d’ora in poi ci sarà un’altra possibilità: nel corso della seduta di mercoledì infatti la giunta comunale ha deciso di inserire nel progetto «Sposi a Perugia» anche il castello di Solfagnano accogliendo così la richiesta della società P&F. «La struttura – informa una nota del Comune -, come da verifica effettuata dai responsabili dello Stato Civile, risulta infatti idonea e rientra nelle caratteristiche delle residenze di pregio».

IL TARIFFARIO ORA IN VIGORE

Ossigeno Il complesso, completamente ristrutturato, è costituito da una villa settecentesca che sovrasta un castello di origine tardo-medioevale, ricostruito nel 1563, e si aggiunge alle altre location che sono il castello dell’Oscano, Villa Alla Posta dei Donini, Villa Fontana, Villa Il Castellano, Villa Forasiepi, Villa La Torre di Pila, Villa Taticchi e Borgo Colognola. «Inserire il castello – osserva Waguè – può favorire la scelta di Perugia come luogo di celebrazione del proprio matrimonio civile, scelta importante non solo per un ritorno di immagine e a fini turistici, ma anche per dare un po’ di ossigeno alle casse del Comune in questi tempi di crisi».

Cambiano le tariffe Chi vuole sposarsi in una di queste residenze deve pagare una tariffa di 500 euro per i giorni feriali e di 800 per i festivi e i prefestivi. Un tariffario che l’assessore Dramane Waguè annuncia di voler rivedere: «Gli uffici – scrive – stanno predisponendo un piano che in tempi brevi consentirà di modulare i costi a seconda dell’importanza della sede prescelta, superando, giustamente, l’odierno tariffario unico». Inoltre sempre nel corso della giunta è stato approvato l’ampliamento esterno del cimitero di San Martino in Campo che prevede l’individuazione di 18 lotti destinati alla realizzazione di manufatti per edilizia funebre sia privata che pubblica (72 loculi e 100 ossaie). «Il provvedimento – spiega Waguè – risponde alla carenza di loculi e ossaie comunali rispetto alla previsione dei fabbisogni futuri e ha reso necessario rielaborare il piano attuativo di lottizzazione cimiteriale per inserire ulteriori lotti di terreno da destinare a queste finalità».

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