di Elle Biscarini

«Un triste appuntamento fisso», così definisce il segretario di Omphalos, Lorenzo Ermenegildi Zurlo gli atti vandalici computi nei giorni scorsi a Perugia, ai danni dei manifesti per la campagna sul linguaggio inclusivo. «Noi, ovviamente – continua – non ci fermiamo. C’è ancora tanta strada da fare, per fortuna abbiamo scarpe comode e vista lunga». L’associazione si è detta pronta a fare denuncia contro ignoti.

La campagna “Morditi la lingua” è il nome della nuova campagna promossa dall’associazione Omphalos per i diritti della comunità Lgbtqia+. L’obiettivo è quello di ricordare che «le parole possono fare male e che usare parole di rispetto crea una società più felice e serena» continua Zurlo. La campagna si sviluppa tramite azioni di sensibilizzazione sull’utilizzo del linguaggio inclusivo sui social media e manifesti affissi in città. Tuttavia, a poche ore dall’affissione, molti sono stati imbrattati con vernice spray e alcuni addirittura strappati. «Ogni volta che come Omphalos produciamo campagne per sensibilizzare la città contro le discriminazioni, qualche anonimo vigliacco cerca di tapparci la bocca distruggendo o imbrattando i nostri manifesti. A chi può fare paura una campagna contro il bullismo e contro l’odio?» chiede Zurlo.

Manifesti strappati «Questo progetto – spiega Zurlo – nasce dalla volontà di sensibilizzare e creare cultura positiva sull’utilizzo consapevole e non discriminatorio delle parole che scegliamo di pronunciare o digitare. Purtroppo ancora oggi una piccola minoranza preferisce l’odio alla difesa dei ragazzi e delle ragazze che ancora oggi soffrono per discriminazioni diffuse. Ragazze e ragazzi non solo della comunità Lgbtqia+, ma anche persone attaccate per il proprio aspetto fisico o perché vivono con una disabilità». Infatti la campagna non copre solo il linguaggio collegato alle tematiche Lgbtqia+, ma anche tutti quei termini discriminatori utilizzati contro persone di diverse etnie, disabili, o che non rientrano negli standard di bellezza dettati dalla società. «Siamo dalla parte giusta della storia – conclude Zurlo – perché sappiamo di dare voce alla stragrande maggioranza della nostra città. A Perugia non c’è spazio per l’odio».