Cittadini impegnati nella pulizia del verde

In gergo tecnico si chiama «baratto amministrativo», un meccanismo introdotto nel novembre scorso all’interno del cosiddetto decreto «Sblocca Italia» e che si basa su un’idea semplice: barattare il pagamento di tasse comunali, una volta accertata l’impossibilità di versare quanto dovuto, lavorando per il proprio municipio, ad esempio aiutando a curare il verde pubblico, pulendo le strade, facendo manutenzioni o aiutando a recuperare aree e beni immobili inutilizzati. Insomma, molti di quelli che si chiamano lavori socialmente utili. Ad avanzare la proposta a Perugia è il consigliere Pd Tommaso Bori attraverso un ordine del giorno in cui si chiede alla giunta di introdurre il baratto amministrativo.

L’ordine del giorno Nell’ordine del giorno si prevede che il baratto possa essere applicato alle famiglie in difficoltà, ai cittadini disoccupati e alle persone con Isee inferiore al minimo reddituale, con tributi comunali non pagati fino a quelli iscritti a ruolo e non ancora regolarizzati, affinché possano svolgere attività di pulizia delle aree a verde, di manutenzione o interventi di decoro urbano a fronte del pagamento dei tributi. L’esenzione, come spiega il decreto, sarebbe concessa per un periodo limitato e definito, «per specifici tributi e per attività individuate dai comuni». I vantaggi di una simile misura, dice Bori, sono per cittadini e amministrazioni: «I principali – spiega – sono i risparmi su lavori e manutenzioni per l’ente, la possibilità di pagare i tributi anche nei momenti di seria difficoltà economica per il cittadino».