La parte di tetto crollata (foto U24)

di Daniele Bovi

Oltre alla vecchiaia, il crollo di un pezzo del tetto del teatro Pavone è «il segno evidente di una scarsa manutenzione presente da tempo che, unitamente alla vetustà, potrebbe aver creato problemi all’intero complesso del tetto». A metterlo nero su bianco sono i tecnici della Protezione civile comunale nella relazione che la commissione Controllo e garanzia discuterà lunedì. Scritta il 12 agosto, è il frutto del sopralluogo fatto il 29 luglio dopo il crollo di 3-4 metri della copertura in legno del settecentesco teatro cittadino, riparata l’8 agosto dalla società Teatro Pavone.

LA RELAZIONE

Tanti problemi Nessun danno invece è stato subito dagli affreschi anche se, messa la toppa sul tetto, i tanti problemi del teatro rimangono tutti inalterati sulla scena. Tra i documenti che analizzerà nei prossimi giorni la commissione, la cui attivazione è stata chiesta in un ordine del giorno dai Pd Bori, Bistocchi e Mencaroni, c’è infatti anche il testo completo dell’accordo tra Comune, Pavone (del quale palazzo dei Priori possiede due quote su 45) e Teatro stabile dell’Umbria: approvato dalla giunta comunale il 7 maggio scorso, a due settimane dalle elezioni, prevede in sintesi la cessione della struttura al Comune per 12 anni con palazzo dei Priori che si occuperà, con 600 mila euro, di ristrutturarla mentre Pavone e Tsu gestiranno a vario titolo gli eventi, dal cinema al teatro fino alla danza ma non solo.

L’ACCORDO

Manutenzione Nella prima pagina dell’accordo di maggio si spiega a chiare lettere che «la struttura necessita di significativi e in parte urgenti interventi di restauro e manutenzione straordinaria» che riguardano «la copertura del tetto, il lampadario centrale, i servizi igienici, l’impianto elettrico, i camerini, i trattamenti ignifughi, i locali dell’arsenale e quelli dell’ex appartamento del custode». Sottolineare questo passaggio è importante perché poche settimane fa, dopo la pubblicazione dei verbali delle assemblee dei soci dai quali sono emersi tutti i problemi del teatro, la Pavone srl reagì con una nota in cui si parlò di «artificioso e incomprensibile discredito sulla sua struttura».

Diffamazione «Nulla di quanto riferito circa le pretese mancanze di sicurezza – riportava la nota – corrisponde a realtà». I gestori rivendicavano che il teatro è perfettamente a norma quanto a sicurezza e che «ogni affermazione in contrario è, oltre che singolarmente personalistica, oggettivamente gravemente diffamante e verrà come tale considerata ad ogni effetto di legge nelle giuste sedi». Dai verbali emergono però problemi relativi all’altezza dei parapetti, considerata insufficiente nel 2012 anche dai vigili del fuoco, le segnalazioni a proposito della caduta, nel corso degli anni, di alcuni elementi decorativi del lampadario, bagni per i disabili non a norma, soffitti dei palchetti che hanno una copertura fatta di iuta (altamente infiammabile) e così via.

Il primo accordo Nell’agosto del 2011 venne sottoscritta tra Comune e Pavone una prima convenzione che prevede lavori per 872 mila euro: 200 mila tramite il Puc2 della Regione e il resto garantito dalla società che però non ha queste risorse. Così tutto viene rimodulato con il nuovo accordo di maggio, dove gli interventi strettamente necessari vengono ridotti a 600 mila euro: 200 mila arriveranno dal Puc2 e 400 mila dal Comune che dovrà trovare questi soldi anche attraverso gli sponsor privati. Il sindaco di Perugia Andrea Romizi nei giorni scorsi ha brindato alla sistemazione del tetto e ha spiegato che ora bisogna dare gambe all’accordo. Al momento però tutto è fermo.

Dubbi Secondo indiscrezioni anche il Tsu non sarebbe convinto fino in fondo dell’accordo di maggio, arrivato all’ultimo secondo della legislatura e giudicato non pienamente sostenibile; inoltre troppi sarebbero i 12 anni, senza contare che c’è chi vede nei costi connessi alla gestione un potenziale rischio per il Tsu. Come spiega però a Umbria24 Franco Ruggieri, direttore del Teatro stabile dell’Umbria, «noi siamo rimasti agli incontri di molti mesi fa in cui ci veniva chiesto dal Comune di entrare nella gestione dopo la firma della convenzione con l’accademia del Pavone. Da lì in poi non c’è stato più niente di ufficiale».

Contatti «So – continua – che Brunello Cucinelli (presidente del Tsu, ndr) ha avuto un incontro con il sindaco ma che sono rimasti su questioni generali. Noi aspettiamo la convocazione dell’amministrazione». Il progetto continua a convincere Ruggieri che sostiene come il cambio di amministrazione sia per il Tsu ininfluente: «I termini concreti non sono mai stati discussi in maniera analitica, ma quello che valeva mesi fa vale oggi. Di sicuro però noi non abbiamo risorse nostre da investire perciò se ci dovessero chiedere investimenti ci troveremmo in gravissime difficoltà: come ho detto stamattina a Solomeo facciamo fatica a finanziare le attività istituzionali, e di certo la ristrutturazione del Pavone non è attività istituzionale».

Twitter @DanieleBovi

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