di Mario Mariano
Solo l’onorevole Laqualunque potrebbe cavarsela con frasi fatte del tipo «la palla è rotonda», oppure quella che non tramonta mai «il calcio è questo». No, il ko del Perugia al Brescia ha spiegazioni anche razionali oltreché emotive, frutto delle polemiche e della contestazione dopo la sconfitta di Ascoli contro un avversario in dieci per quasi un tempo. Anche questa volta l’arbitro ha estratto il rosso per punire un’entrata pazzesca di Venuti su Parigini, ma anche se a quel momento i giochi non si potevano dire ancora chiusi, l’avversario era già andato al tappeto due volte e l’impressione generale era che rischiava il ko ogni volta che Spinazzola e lo stesso Parigini acceleravano, innescati da Taddei, in giornata di grazia. Insomma era una musica nuova, del tutto diversa dal passato recente o più remoto, non tanto per la remissività del Brescia, quanto perché il freno a mano era stato disinnescato, tutti viaggiavano ad andatura elevata, quello scorrimento di palla era un piacere per gli occhi. Taddei, che sarebbe uscito tra gli applausi che non aveva mai ricevuto cosi copiosi, era stato in grado di dettare i tempi, lanciare i compagni negli spazi, dimostrando, ammesso ce ne fosse bisogno che nel calcio c’è anche la velocità del pallone e non solo la corsa. E siccome la giornata era di quelle da cerchietto sul calendario, Nicola Belmonte andava a riscattare l’erroraccio di Ascoli, chiudendo bene di testa il pallone calciato da Del Prete, dopo che lo stesso Taddei dalla bandierina e dalla parte opposta, aveva dato prova di come vanno battuti i calci piazzati. Monsieru Laqualunque potrebbe dire che anche il Brescia si era avvicinato pericolosamente dalle parti di Rosati, ma era bastato un amen per capire come Parigini avesse voglia di verticalizzare, di essere altruista quando guadagnava il fondo per servire crosso al bacio ai compagni oppure spietato quando realizzava il goal più bello di questo travagliato avvio di stagione.L’abbraccio a Bisoli dopo i primi due goal dell’intera truppa non era tanto per festeggiare anzitempo i 49 anni compiuti dall’allenatore, quanto per confermare la compattezza dello spogliatoio. Una scena che mancava dal Curi da diversi mesi, ed è anche quella meritevole di una citazione anche perché la squadra ha voluto far sapere di essere vicina all’allenatore nel momento più difficile. Bisoli avrà nel suo cassetto dei ricordi mille fotogrammi, ma quelli di Perugia – Brescia ci finiscono di diritto perché ha avuto la conferma che anche nel calcio è meglio attaccare per primo sopratutto se la partita è da vincere a tutti i costi. Formazione, modulo, atteggiamento mentale andavano chiaramente in una sola direzione e il risultato si è visto: non solo quello numerico dei goal e dei tiri in porta (questa volta sì!), quanto perché la gente si è subito schierata con la squadra, senza tentennamenti o condizionamenti dovuti alle prestazioni passate.
Rosati: qualche brivido nel primo tempo, quando il Brescia ha avuto perfino la possibilità di riaprire la partita con Geijo che ha centrato il palo. Ordinaria amministrazione, volo plastico a parte su tiro di Mazzitelli dalla distanza. Voto:6+
Del Prete: fascia da capitano onorata con cross in quantità industriale come nelle giornate migliori, per la gioia di Ardemagni e non solo. Precisazione:cross dal fondo e mai da metà campo. Voto:6.5
Volta: deve concentrarsi nel primo tempo, ma neppure più di tanto. Pomeriggio d’attesa e di qualche pallone perduto a centrocampo quando la squadra accorcia. Voto:6
Belmonte: il goal che sblocca il risultato, e non è poco, ma anche un paio di recuperi da applausi. Riscatto. Voto:7
Spinazzola: cento vasche di campo che valgono più di quelle a corso Vannucci, allunga la squadra ed è una vera spina nel fianco della difesa dei bresciani. E’ una delle armi più poderose della partita. Voto:7+
Rizzo: rinato in tempi brevi, a ritmo alto, trae grande giovamento dalla presenza di Taddei che gli copre le spalle e detta i tempi. Tenta la conclusione più volte, tra i migliori. Voto:7
Taddei: riscatto ancora più grande di quello di Belmonte perchè sulla sua utilità c’era chi aveva sollevato dubbi. La migliore prestazione dai tempi della Roma, e quello che più conta un applauso convinto della gente che lo motiverà ancora di più. Voto:7.5 (29 st Zebli :fa in tempo a partecipare alla festa. Voto:ng
Della Rocca: anche lui in un centrocampo a 3 è più autonomo, qualche recupero interessante e decisivo. Voto:6.5
Fabinho: più pratico e quindi più utile alla squadra, anche se ancora a scartamento ridotto. Sulle ripartenze non sempre ispirato, forse svantaggiato dal terreno bagnato. Voto:6 ( 39 st Lanzafame: il tempo di confezionare l’assist da cui nasce il calcio di rigore su Ardemagni. Voto:ng
Ardemagni: troppe volte in fuorigioco, ma non si demoralizza e lo dimostra sul finale con il rigore guadagnato, che fa il paio con l’assist a Parigini. Voto:6.5
Parigini: incontenibile, uomo in più perché accantona le piroette e gioca per la squadra confermando il valore del suo variegato repertorio. Per noi il migliore in campo, con una sola censura, la reazione al fallaccio di Venuti: Voto:7.5 (dal 22 st Zapata: avvantaggiato dall’uomo in meno del Brescia, entra subito in partita, numeri anche eccessivi di magia con il pallone, ed infine premiato con il goal. Voto: 6.5
Bisoli: deve aver mantenuto lucidità nel momento peggiore, decidendo per l’impiego di Taddei, Spinazzola e Parigini , che avrebbero garantito la trazione anteriore della squadra. E’ stato capace di flessibilità tattica e questo gli va riconosciuto. Si potrebbe perfino azzardare che la partita l’ha vinta negli spogliatoi prima ancora che in campo. Voto:7+
