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Celebrazioni per i 60 anni della Città della domenica (© Elle Biscarini)

di Elle Biscarini

Un incontro per festeggiare i 60 anni della Città della domenica, lo storico parco divertimenti perugino nato da un’idea di Mario Spagnoli, si è tenuto lunedì a Perugia alla Sala dei Notari. Un compleanno importante, ha detto l’assessore alla Sicurezza Luca Merli, «per un parco che rappresenta un pezzo della storia, della cultura e della tradizione della nostra città, ma anche una parte della nostra giovinezza».

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Città della Domenica

Un pezzo di storia Fu costruita per volere di Mario Spagnoli sulla sommità di monte Pulito, da cui si gode di una vista privilegiata sulla città. Un colle spoglio, brullo e roccioso al punto da necessitare l’intervento di cariche esplosive per impiantarci un uliveto. Nacque così la Città della domenica, luogo di ritrovo per i dipendenti dell’azienda. «Il primo parco divertimenti d’Italia – ricorda il direttore Alessandro Guidi – ma è scorretto chiamarlo la “Disneyland italiana”. Più che un mondo di cartoni e plastica, questo è un mondo di natura, favole e fantasia». Un luogo fuori dal tempo: «Animali, piante, il gioco come apprendimento. I bambini – spiega Maddalena Spagnoli – sono protagonisti e creativi. I parchi di oggi non stimolano più questo. Non abbiamo mai voluto farlo diventare un parco divertimenti di quelli con macchine e giostre, anche quando era di moda. Questo è un parco naturale, è importante che resti così».

Ieri e oggi «Mario Spagnoli volle conciliare il divertimento con la tradizione culinaria e paesaggistica italiana. Prima – ha continuato Guidi – la produzione di olio dai 20 mila olivi messi a dimora minando la roccia. Poi il ristorante e l’innovazione dei piatti pronti surgelati che al tempo potevi trovare solo qui. E poi le collaborazioni con artisti, scultori, pittori, l’inserimento nel parco di elementi che si possono ritrovare nei paesaggi del Perugino». E ancora gli “arredi” eccellenti come l’albero di plancia e i cannoni dell’incrociatore leggero Montecuccoli della Marina italiana. «Nel ’69 si poteva persino sciare alla Città della domenica» ricorda ancora il direttore.

Parco naturale Alla morte di Mario, gli succede la figlia Mariella, da poco scomparsa, che piano piano mette in atto la svolta. Porta avanti gli aspetti didattico-ecologici del parco, lo zoo diventa anche luogo di conservazione per animali in via d’estinzione. È qui che nasce la cooperazione con l’Università. «La convenzione con Veterinaria – ha sottolineato il professor Oliviero Olivieri – è stata fondamentale. Molti animali dello zoo non sono autoctoni. Questo ha dato la possibilità di studiare e prendersi cura di animali che altrimenti non si sarebbero mai visti. Il benessere animale deve essere a 360 gradi. Il rettilario della Città della domenica è un unicum, poiché contiene specie velenose. Nei parchi divertimento e zoo di solito non vengono tenuti poiché c’è problema di sicurezza del personale». Fondamentale il ruolo del parco per la salvaguardia di specie in via d’estinzione, attraverso progetti Fao, e per la ripopolazione.

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Il rettilario della Città della domenica

Tra passato e futuro La struttura oggi è pronta a ripartire con nuovo slancio, non solo come parco divertimenti. È recente, infatti, l’accordo stipulato con l’associazione Amata Umbria, che si occupa di persone affette da Alzheimer, affinché possano godere delle bellezze del parco. Nuova linfa, dunque, per un luogo che anche dopo più di mezzo secolo non invecchia. Valerio Corvisieri, storico e autore del volume Gli Spagnoli e Perugia, insieme a Michele Patucca, ricercatore storico e videomaker, hanno accompagnato le celebrazioni con video e immagini di repertorio, ripercorrendo i 60 anni di una realtà che ancora oggi affascina e attrae.

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