di Giorgia Olivieri

«Ambiguità nella rendicontazione delle spese condominiali» considerate ormai «insostenibili» anche a causa delle «mancate assegnazioni di alcuni alloggi per problemi tecnici», che se fossero risolti garantirebbero il diritto alla casa a nuove famiglie in attesa di un’abitazione. Assemblea partecipata e ad alta tensione quella organizzata al Cva di Ponte San Giovanni, sempre seguiti dai volontari di Perugia Solidale, che si è conclusa con l’avvio di una raccolta firma tra gli inquilini di Strada dei Loggi determinati a incontrare i dirigenti di Ater per mettere sul tavolo, una volta di più, le criticità che le famiglie a basso reddito che vivono negli appartamenti locati a canone sociale, ovvero le case popolari, ma anche tra quelli che invece, avendo redditi leggermente più alti, hanno potuto affittare gli alloggi a canone concordato.

In particolare, alla riunione è emerso ancora un diffuso e forte malcontento per quello che è considerato un «aumento ingiustificato delle spese condominiali, non compensato – come è stato evidenziato – dai bonus per le bollette varati dal Governo». In particolare, in Strada dei Loggi ci sono otto palazzine Ater di cui sei a canone concordato che vengono «locate a prezzi molto vicini a quelli di mercato, ma che poi li raggiungono e in alcuni casi li superano proprio con le spese condominiali, che pur essendo elevate non garantiscono, secondo gli inquilini, i minimi standard di manutenzione né i servizi essenziali per i quali le somme vengono richieste». Perugia solidale, ricordando che «il canone concordato è comunque una misura sociale», segnala anche che proprio per le criticità in questione «nelle sei palazzine a canone concordato in Strada dei Loggi numerosi appartamenti risultano vuoti, ma un censimento nel dettaglio Ater non lo ha fornito». Qualche appartamento vuoto c’è anche nelle due palazzine con circa 25 appartamenti complessivi a canone sociale sempre in Strada dei Loggi, mentre in via Pietro Cestellini, dove ci sono quasi 100 appartamenti a canone sociale, Perugia solidale ha contato almeno una quindicina di abitazione vuote, a causa di problematiche legate a infissi o a impiantistica, che Ater non ha ancora risolto.

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