Come sarà la sala interna del nuovo Mercato

di Daniele Bovi

La prima pietra del nuovo Mercato coperto è stata posata. Lunedì pomeriggio infatti il consiglio comunale di Perugia ha dato il via libera alla variante al Piano regolatore con 22 voti favorevoli, mentre Pd e Psi hanno deciso di non votare spiegando che si tratta dello stesso progetto di prima, ma senza gli spazi sociali e culturali. «Sarà – ha detto prima del voto l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni – il progetto bandiera dell’amministrazione». Come spiegato giorni fa in commissione dallo stesso Fioroni, i tempi per la prima parte dei lavori sono molto stretti. Entro il 31 dicembre 2017 infatti, così come vuole la Regione, il Mercato dovrà essere collaudato e i soldi (6,3 milioni dei quali 5 arrivano da fondi europei garantiti da palazzo Donini) rendicontati. Poi, attraverso un altro bando, verrà scelto il gestore di una struttura che avrà principalmente spazi dedicati a commercio alimentare e ristorazione.

I DETTAGLI DEL PROGETTO

Il progetto Rispondendo ad una sollecitazione del pentastellato Michele Giaffreda, che ha parlato della necessità di spazi dedicati alla cultura, Fioroni ha spiegato che «stiamo parlando di uno spazio moderatamente piccolo. Quindi per garantire la redditività dovremo utilizzare bene le volumetrie. Al di là di ristorazione e commercio grandi spazi per altro non li avremo. E poi bisogna avere una concezione estensiva di che cos’è cultura: l’Umbria ha molte voci narranti e tra queste c’è quella del cibo, della terra. Cultura non è solo affreschi e opere d’arte, manche la nostra tradizione rurale. E comunque il supermercato pensato dalla precedente amministrazione non era cultura». Al pd Tommaso Bori invece l’assessore ha assicurato che le sale, come la Saliera e la Gotica, saranno connesse a quelle della nuova biblioteca degli Arconi «in una logica integrata di città».

FOTOGALLERY: IL PROGETTO

Trasparenza «Da parte nostra garantiremo – ha aggiunto Fioroni – massima trasparenza sulle procedure d’appalto e faremo linee guida rigorose, anche se c’è grande pressione per quanto riguarda i tempi. Stiamo andando con una fretta incredibile». Quanto alla filosofia ispiratrice del progetto, Fioroni ha sottolineato che il punto di partenza è inverso rispetto a quello pensato ad esempio dalla catena Starbucks: «Noi partiremo da un contesto culturale per creare uno spazio dedicato all’aggregazione». Un progetto, che dovrebbe essere presentato nel corso di un’assemblea cittadina o di un consiglio grande, in un’area dove i cantieri nei prossimi mesi non mancheranno: oltre alla già citata biblioteca e al Mercato, si abbatterà la cupola che copre gli ascensori e tutti gli impianti saranno rifatti. Progetti possibili grazie a diverse linee di finanziamento ed è proprio per questo che, ha spiegato Fioroni, non sarà tecnicamente possibile dare vita ad un unico cantiere.

TURRENO ‘AGGIUDICATO’ ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO

Decathlon In mattinata a palazzo dei Priori si è discusso di un altro importante progetto, quello del ‘Villaggio della forma’ che Decathlon vuole realizzare ad Olmo. Nei giorni scorsi il dossier è stato trattato anche durante la Conferenza dei servizi, mentre lunedì a parlarne è stata la commissione Controllo e garanzia. All’ordine del giorno la richiesta di attivazione della Commissione presentata dal consigliere del M5S Cristina Rosetti, che ha ricordato come l’amministrazione abbia ritenuto il polo commerciale escluso dal procedimento di Vas (la Valutazione ambientale strategica). Il progetto prevede due varianti al Piano regolatore e anche per questo secondo Rosetti avrebbe dovuto essere sottoposto a Vas obbligatoria e non a mera verifica di assoggettabilità. Tutti motivi per cui il consigliere richiede di verificare se l’amministrazione abbia operato correttamente. La discussione sul punto è stata rinviata vista la decisione di ascoltare in una prossima seduta della commissione i dirigenti che hanno presentato l progetto e l’assessore all’Urbanistica Emanuele Prisco.

Twitter @DanieleBovi

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