di Daniele Bovi
«Andremo scuola per scuola per confrontarci con ragazzi, genitori e professori, dando il segno di un’amministrazione presente». Così il sindaco di Perugia Andrea Romizi giovedì durante una conferenza stampa servita per fare il punto in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico che partirà lunedì. Un anno che si aprirà, almeno secondo i propositi, all’insegna del confronto: «Tutti i membri della giunta – ha spiegato l’assessore Dramane Waguè – andranno nelle scuole per sentire quali sono i problemi e li affronteremo insieme a ragazzi, docenti e genitori. La città nei mesi scorsi ci ha chiesto una svolta su ascolto e partecipazione, non ci saranno più decisioni calate dall’alto. E Perugia sta già apprezzando questa vicinanza». A palazzo dei Priori e in assessorato bisogna fare i conti con la cronica carenza di risorse di fronte alla quale però la promessa è quella di «non abbassare la qualità dei servizi. Devono – ha detto Waguè – rimanere immutati». «Cerchiamo di non arretrare» ha aggiunto poi il sindaco.
LA LETTERA DEL SINDACO AGLI STUDENTI
Servizi Nessuna biblioteca, hanno assicurato i due, sarà chiusa anzi «saranno rafforzate» e si punterà a fare prevenzione a proposito di alcol e droghe: «Punteremo anche – ha sottolineato l’assessore – sull’educazione alla legalità e ai valori civici, vogliamo una scuola in grado di comunicare valori». La grande quantità d’acqua caduta in questa anomala estate è stato uno dei problemi da affrontare ad esempio a San Marco, con i danni che ha subito una struttura dalla quale i ragazzi, in attesa che vengano finiti i lavori, dovranno essere spostati. Poi ci sono le recenti nomine di dirigenti che hanno cambiato sede e i singoli casi delicati sui quali intervenire, il tutto in un quadro fatto di risorse scarse: «Abbiamo pochi soldi – è stato detto – e dobbiamo usarli nel modo più efficace possibile». E proprio parlando di razionalizzazioni, tra gli obiettivi c’è quello di dismettere le (poche) sedi scolastiche in affitto, in tutto meno di dieci.
Numeri Tra asili, elementari e medie sui banchi delle 134 sedi perugine da lunedì torneranno 15.991 ragazzi (minime le variazioni rispetto all’anno precedente): 7.812 alle elementari, 4.661 alle medie e 3.518 negli asili nido. Per tutti quelli che ne usufruiscono le tariffe di mense e autobus sono invariate: i pasti preparati nei 20 centri e consegnati nelle 63 scuole servite sono ogni giorno più di 4.500, con prezzi che a seconda delle fasce Isee vanno da a zero a 50 euro. In totale il costo sostenuto dal Comune è di 4,6 milioni di euro, dei quali 1,6 versati dalle famiglie che in media spendono 38 euro. Quanto ai trasporti invece i ragazzi che usufruiscono sono 1.692 per un totale annuo di 696 mila chilometri, con una tariffa mensile che va da zero a 27 euro a seconda della fascia Isee. Un servizio che al Comune costa 1,7 milioni di euro, dei quali 313 mila euro pagati dalle famiglie. I morosi in tutto, tra furbetti e famiglie che invece complice la crisi non sono in grado di versare il dovuto, sono circa il 10%.
Edilizia Pochissimi invece i casi, scoperti grazie alla collaborazione tra Guardia di finanza e Comune, di persone che hanno indebitamente goduto di qualche agevolazione. Quanto all’edilizia scolastica invece, nell’anno 2013/2014 sono stati fatti lavori in sei strutture per 1,8 milioni di euro, dei quali 800 mila provenienti da contributi ministeriali e 100 mila dalla Regione. Il sindaco ha poi voluto fare gli auguri ai bambini e ragazzi perugini per quella che ha definito «una importante avventura di crescita di quelli che consideriamo i nostri concittadini preferiti, con i quali andrò a parlare non appena superato il momento dell’emergenza».
Twitter @DanieleBovi
