Il questore Carmelo Gugliotta

di Daniele Bovi

Una città che ha sì i suoi problemi, in primis quelli legati allo spaccio, ma non certo un Bronx o Gotham City. «Questa non è una città insicura» ha spiegato martedì il questore di Perugia Carmelo Gugliotta che, alla sala dei Notari, ha partecipato alla presentazione dei risultati di un sondaggio condotto su un campione di 500 studenti universitari fuori sede. «Nell’ultimo mese – ha continuato – i furti sono in calo dell’80% grazie ai continui blitz», un dato che dovrà consolidarsi nei prossimi mesi ma che intanto fa ben sperare. Allargando lo sguardo Gugliotta ha sostenuto che «nel corso della notte i fatti delittuosi che avvengono in questa città sono numericamente insignificanti. La realtà è meno terribile di quella che sembra».

I RISULTATI DEL SONDAGGIO

Spaccio Il problema numero uno è quello dello spaccio, ma al di là di una repressione che vuol essere «immediata ed efficace», è anche il tessuto della città che dovrebbe portare avanti una riflessione: «Se c’è lo spaccio – ha aggiunto – è perché c’è mercato». Il questore ha anche parlato del ruolo dei media, decisivo per quanto riguarda i temi della sicurezza e della sua percezione: «Per quanto riguarda questa percezione – ha detto Gugliotta – altre istituzioni devono lavorare ma intanto noi in questo anno abbiamo cercato di intercettare le esigenze che sono arrivate dalla società. Penso ad esempio al posto fisso di polizia di piazza Danti».

Arresti e rimpatri Un altro dato sul quale il questore invita alla riflessione è quello sugli arresti operati negli ultimi due mesi: 70 dei quali 68 hanno interessato stranieri. E a proposito del rimpatrio di questi, Gugliotta ha lanciato un appello a tutte le altre forze dell’ordine: «Oggi – ha detto – siamo solo noi a farli. Dobbiamo però sapere che l’accompagnamento, dagli aerei agli uomini impiegati, ha un costo altissimo. Per questo chiediamo aiuto a tutte le altre forze dell’ordine». Della percezione della sicurezza e del racconto che di essa si fa ha parlato, con la consueta schiettezza, anche il prefetto Antonio Reppucci: «C’è – ha spiegato – un problema di percezione della sicurezza, ma certe questioni vengono drammatizzate in modo eccessivo. Siate più equilibrati nei giudizi».

Sicurezza di tutti Una sicurezza che è una questione «che non è esclusiva delle forze dell’ordine, bensì è di tutti: serve più senso civico e non fare come Ponzio Pilato. Pensavo che lamentazioni continue e una certa abulia fossero caratteristiche di quel sud Italia dal quale provengo, invece ci sono anche qui». Una Perugia e un’Umbria «dove c’è una buona qualità della vita e buoni servizi, poi ci sono certamente i problemi». Quello numero uno è la droga: «Non è – dice Reppucci – slno una questione di sicurezza pubblica, interroga la società, le parrocchie, le famiglie, le associazioni. Se c’è spaccio è perché c’è mercato, serve un lavoro a monte».

Twitter @DanieleBovi

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