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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 18:27

Perugia, i padri Barnabiti lasciano la chiesa del Gesù: il cardinale manda un sacerdote

Sono qui dal 1774, dopo che i Gesuiti. La curia perugina sta pensando al probabile sostituto. Ecco chi

di Maurizio Troccoli

I padri Barnabiti lasciano la chiesa del Gesù, di Perugia. Dopo secoli di servizio (qui dal 1774), gli ultimi tre sacerdoti rimasti, lasciano uno dei luoghi sacri più importanti e prestigiosi della città. La proprietà di questa chiesa è del ministero dell’Interno, a cui è stato comunicato la fine del contratto di fitto. Che però continuerà con la Curia perugina, con la presa in carico da parte del cardinale Bassetti che tiene a cuore il culto e il servizio religioso in questa chiesa, nel cuore del centro storico. Il giorno dell’addio sarà il prossimo giugno, mentre quello del rientro di un nuovo sacerdote diocesano potrebbe essere nel mese di settembre. Quando cioè potrebbe essersi concluso un lavoro di riorganizzazione dei servizi religiosi in città e in particolare per il centro storico. Ovvero il ri-disegno degli incarichi da dare ai sacerdoti per continuare le attività liturgiche ma in generale, religiose ed ecclesiastiche, nelle chiese che vivono un forte cambiamento. Questa chiesa infatti, come anche quella degli agostiniani, dopo secoli, viene lasciata dagli ordini che ne avevano in custodia il culto e i servizi religiosi, e ora la Curia deve ripensarne le attività puntando a u rilancio piuttosto che a un ripiegamento, tenuto conto anche dell’importante presenza di fedeli. Da quanto apprende Umbria 24 la Curia perugina potrebbe chiedere un contributo ulteriore all’ordine dei francescani, ai sacerdoti con il saio presenti in città, particolarmente ai conventuali di San Francesco al Prato. Mentre è probabile anche che per la rettoria della chiesa del Gesù, che non è parrocchia, in quanto inclusa in quella della Misericordia, ovvero la chiesa di Sant’Andrea e Santa Lucia, di piazza Piccinino, ci si orienti verso don Calogero Di Leo, attuale parroco di S. Agostino, dopo l’addio degli agostiniani rappresentati negli ultimi anni da padre Ferdinando Supplizi che era anche esorcista della diocesi.

La storia I barnabiti, noti anche come ordine dei Chierici di San Paolo, come ricorda il quotidianodellumbria.it, in un articolo di Bruno di Pilla, vivono un periodo di crisi di vocazioni. La «Congregazione, fondata nel 1530 da Sant’Antonio Maria Zaccaria, ha già ridotto da quattro a due le province nazionali d’influenza, una nell’Italia settentrionale, a Milano e Torino, l’altra a Bari, nel Centro-Sud. Di recente, per carenza di vocazioni, sono state dismesse le Case generalizie di Livorno, Conversano, Caserta e Napoli. Per la cittadinanza l’eventuale chiusura del “Gesù”, in cui mirabilmente si fondono arte, fede e storia, sarebbe un colpo durissimo. Basterà rammentare che, sotto la pianta a tre navate, in corrispondenza della crociera e dell’abside, si celano gli Oratori dei Nobili, degli Artisti e dei Contadini, in verità piccole chiese, sovrapposte l’una sull’altra, edificate dai Gesuiti verso la fine del XVI secolo e tutte decorate da pregevoli affreschi d’ispirazione biblica. Il bel soffitto interno del Tempio, a cassettoni di legno intagliato, è stato integralmente ricostruito, dopo il disastroso incendio del 30 gennaio 1989. Sono sette gli altari lignei delle navate. Raffigurano Sant’Antonio da Padova, la Madonna della Divina Provvidenza, San Giuseppe, Sant’Anna con la Vergine bambina e con il sottostante quadro di Gesù agonizzante, il Sacro Cuore del Redentore (tra l’altro benedetto da Papa Leone XIII nel 1880), il Crocefisso, i Santi Barnabiti Antonio Maria Zaccaria, Alessandro Sauli e Francesco Saverio Bianchi. Spiccano inoltre, per i sorprendenti dettagli narrativi, l’affresco della volta della crociera, in cui sono descritte le imprese militari di Giosuè, ed il quadro policromo della Circoncisione di Gesù Bambino, con ai lati i Profeti Geremia ed Abacuc, proprio al centro del presbiterio sovrastante il Tabernacolo».

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