Una mensa scolastica. Foto generica archivio

di Dan. Bo.

Sulla possibilità che siano loro a comprare il cibo che poi i bambini mangeranno a scuola, le associazioni dei genitori non mollano. In un comunicato anzi rilanciano e, scrivendo al sindaco Andrea Romizi, all’assessore Dramane Waguè e ai dirigenti Migliarini e Zampolini propongono un protocollo d’intesa e una proposta tecnica di gestione del servizio mensa. Due documenti «inscindibili» inviati «riponendo fiducia nell’apertura al dialogo da parte del sindaco e nella prospettiva di ridisegnare le maglie del servizio in modo totalmente sussidiario». Per quanto riguarda l’acquisto del cibo, oggetto nelle settimane scorse di un’accesa polemica tra i genitori e l’amministrazione comunale, i primi propongono, «in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà e nell’ottica di cittadinanza attiva», che il servizio sia affidato in modo diretto alle associazioni attraverso una convenzione gratuita.

Le proposte «Un’ipotesi – precisano – normativamente prevista come alternativa all’affidamento a terzi mediante appalto oneroso». Il Comune infatti vorrebbe mettere fine a questa esperienza a partire dalla fine di quest’anno scolastico e, nelle settimane scorse, i genitori hanno chiesto un anno di ‘cuscinetto’ in cui mantenere in vigore l’attuale sistema e ottenuto un tavolo tecnico con palazzo dei Priori dove discutere della vicenda. Con il protocollo e la proposta tecnica inoltre si punta a far riconoscere una serie di punti essenziali per la qualità del servizio, ovvero riduzione dell’impatto ambientale in ogni fase; qualità delle materie prime e vicinanza della filiera, con ricaduta positiva nell’economia regionale; sostegno all’educazione di alunni, insegnanti, operatori e famiglie ad un’alimentazione informata; incisivo controllo dell’intera filiera.

Esternalizzazioni Da ultimo c’è il capitolo esternalizzazioni. I genitori in primis sperano che del cosiddetto servizio di scodellamento torni ad occuparsi il Comune e così, in attesa di un completo ripensamento di tutto il settore, c’è la disponibilità delle associazioni a che solo questa parte del servizio sia affidata all’esterno per un anno, ovviamente escludendo le scuole all’interno delle quali lo ‘scodellamento’ viene fatto da palazzo dei Priori. A questo punto la palla passa al sindaco Romizi e all’assessore Waguè. Il confronto va avanti.

Twitter @DanieleBovi

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