Un cassonetto gonfio di rifiuti (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Le segnalazioni si moltiplicano e per accorgersi della situazione basta fare un giro in una qualsiasi zona della città: i cassonetti che accolgono l’immondizia indifferenziata traboccano di rifiuti, ennesimo sintomo di come la gestione dell’intero sistema, non solo a Perugia, tra tensioni, ‘export’ di rifiuti fuori regione, scambi di accuse tra istituzioni e battaglie su chi dovrà pagare i costi di quelle ‘esportazioni’ (almeno 7 milioni di euro), sia in una fase davvero critica. Il fatto che i cassonetti cittadini trabocchino di immondizia deriva dal parziale stop (prima del 30 per cento, ora del 50 per cento) di uno degli impianti gestiti da Hera in Emilia Romagna, verso il quale da mesi una parte dei rifiuti umbri stanno viaggiando dopo i ben noti problemi legati all’impiantistica regionale; lavori di manutenzione, è bene sottolinearlo, di cui aziende e istituzioni erano al corrente da tempo.

FOTOGALLERY: I CASSONETTI TRABOCCANO

Parla l’azienda In questo quadro giovedì a intervenire, nel pomeriggio, è Gesenu che sottolinea in un comunicato quanto già sotto gli occhi di tutti, ovvero che c’è stata «la riduzione del ritiro di tali rifiuti, mediante la diminuzione delle frequenze di svuotamento dei contenitori stradali dedicati alla raccolta del rifiuto secco residuo (contenitore grigio)». Per cercare di migliorare la situazione Gesenu «ha intensificato le frequenze di svuotamento dei contenitori stradali dedicati alle altre frazioni di rifiuti recuperabili quali carta/cartone, multimateriale (plastica, vetro metalli) e frazione organica umida». Visto il contesto, l’azienda invita i cittadini a fare con ancora più attenzione la raccolta differenziata «separando in modo corretto le frazioni recuperabili e riducendo, di fatto, la produzione del secco residuo».

Accordo Umbria-Marche In tutto ciò, c’è in ballo l’accordo al quale la giunta regionale sta lavorando per portare tonnellate di Forsu (cioè la frazione organica che rimane dal trattamento dell’indifferenziata) verso le Marche. In particolare si parla di 16 mila tonnellate che, stando a quanto filtra in queste ore da chi sta lavorando al dossier, dovrebbero cominciare a viaggiare verso le Marche a partire da mercoledì primo novembre, anche se non sono ancora chiari tutti i dettagli. Intanto nelle aziende che si occupano di igiene ambientale è tempo di voto per quanto riguarda il rinnovo della rappresentanza sindacale. A spoglio quasi ultimato, spiega la Cgil, il sindacato si conferma il primo in entrambe le province: «Le nostre liste – dicono – sono risultate le più votate alla Esa di Gualdo Tadino, alla Sia di Marsciano, alla Sogepu di Città di Castello, alla Teknoservice di Gubbio, alla Cosp Tecno Service di Terni e alla Iosa Carlo di Terni». In provincia di Terni, più in generale, con 330 aventi diritto dei quali 292 hanno votato, la Fp Cgil ha ottenuto 124 voti, pari al 43 per cento, aggiudicandosi 3 seggi alla Cosp, 2 alla Asm e 1 alla Iosa Carlo.

Il voto in Gesenu «Alla Gesenu di Perugia – spiegano ancora dal sindacato – attendendo i dati ufficiali, è comunque evidente il forte recupero della Fp Cgil che prefigura addirittura un pareggio con la Cisl, che nelle ultime elezioni aveva invece un consistente distacco». «Questo risultato – afferma Fabrizio Fratini, segretario generale della Fp Cgil Umbria – è frutto della grande qualità e credibilità delle nostre candidate e dei nostri candidati e della piattaforma programmatica che la Fp Cgil dell’Umbria ha sviluppato per il settore, tenendo sempre al centro la tutela, dell’ambiente, le condizioni del lavoro e la qualità del servizio pubblico».

Twitter @DanieleBovi

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