L'area del terminal

Incremento delle destinazioni d’uso ammesse e recupero dell’attuale piano terra, quello che attualmente è il terminal degli autobus, da destinare a funzioni di interesse pubblico come coworking, fablab o altro ancora. Mercoledì la giunta comunale di Perugia ha dato il via libera alla variante al Ppe (il Piano particolareggiato di esecuzione) volta alla riqualificazione dell’area di piazza del Bacio e limitrofe, in particolare quella della zona ex Upim. L’idea è quella di favorire il recupero di immobili oggi in stato di abbandono e degrado, con tutti i benefici che ciò può comportare anche sul fronte della sicurezza in quello che, su questo versante, è il quartiere più caldo della città.

Cosa cambia Nello specifico oggetto della variante sono diversi edifici privati e l’area di proprietà comunale, destinata a terminal bus, sottostante l’edificio che per lungo tempo ha ospitato la Upim. L’obiettivo è quello di rendere più agevole l’insediamento di nuove attività, dai servizi, alle strutture ricettive, alle attività per il tempo libero, con due mosse: l’incremento delle destinazioni d’uso ammesse per favorire recupero e riqualificazione degli immobili e la trasformazione dell’attuale area del terminal bus in «una superficie trasparente e luminosa da destinare a funzioni di interesse pubblico».

Riempire il vuoto Per la zona del terminal «è ammesso un edificio destinato ad attività commerciali, direzionali, per esercizi pubblici, per servizi pubblici e attività di interesse generale». «Dobbiamo riempire i contenitori vuoti di Fontivegge – ha detto l’assessore all’Urbanistica Emanuele Prisco -, così da ripopolarla di cittadini perbene. Questa è la base per realizzare il rilancio del quartiere liberandolo dalle “presenze negative”. La battaglia per la legalità nella zona passa anche attraverso ponderate scelte urbanistiche strumento spesso sottovalutato in passato. Oggi le scelte urbanistiche devono tenere in considerazione un nuovo parametro, quello della sicurezza. Se un’area è ripopolata e vissuta da persone perbene, non c’è spazio per i balordi che hanno bisogno di isolamento per delinquere».

Via Masi Sempre nel corso della seduta di mercoledì poi la giunta ha dato il via libera, dopo un blocco durato molti mesi, al progetto di recupero della zona intorno agli scavi di via Masi, dove un anno fa durante i lavori di un cantiere sono emersi tratti della cosiddetta tenaglia e del corridore della Rocca Paolina, oltre a tratti di pavimentazione risalenti all’Ottocento. «A seguito di ciò – spiega il la giunta – l’Amministrazione ha dovuto provvedere alla revisione del progetto originario, prevedendo la realizzazione di una camera d’ispezione in corrispondenza dei rinvenimenti archeologici più significativi, di un’area protetta non calpestabile in corrispondenza della pavimentazione antica rinvenuta sul lato est della sede Rai, prospiciente il muro di confine con l’Hotel Iris, nonché nella realizzazione di opere di conservazione dei rinvenimenti che dovranno essere successivamente tombati. Le nuove opere sono conseguenti, peraltro, al recepimento delle prescrizioni formulate dalla Soprintendenza».

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