di Daniele Bovi
Qualche euro in più o qualche euro in meno, a seconda dei casi. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha rideterminato le aliquote Tari per le case e le attività commerciali, numeri in parte diversi da quelli stabiliti nel marzo scorso dalla precedente amministrazione. In base alle modifiche normative degli ultimi mesi infatti la giunta ha dovuto variare i coefficienti che riguardano le case dove abitano 5 persone, sei o più, quelle occupate da una sola e attività commerciali come cinema e teatri, autosaloni, banche, ortofrutta, pescherie e negozi di fiori.
Come funziona Alla fine però, «per contenere le potenziali criticità derivanti dall’adeguamento imposto» e «minimizzare gli scostamenti» rispetto alle tariffe già deliberate a marzo, il valzer ha finito per coinvolgere tutte le categorie. Per le utenze domestiche, si dovrà prendere in considerazione il parametro della composizione numerica del nucleo familiare e poi moltiplicarlo per i metri quadri dell’immobile: in questo modo si ottiene la parte variabile della tariffa, da sommare ad una parte fissa che varia anch’essa a seconda di quante persone abitano nella casa. A questa cifra infine va sommato un altro 5%, ovvero l’imposta provinciale sull’ambiente.
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Simulazioni Umbria24 ha preso una serie di situazioni-tipo e calcolato le differenze tra i risultati che si ottengono attraverso l’applicazione delle aliquote di marzo e quelle decise mercoledì scorso dalla giunta. Per un appartamento da 60 metri abitato da un single non cambia nulla: per i rifiuti si pagheranno sempre 144 euro; per una coppia che abita in 45 metri c’è un leggero aumento da 192 a 213 euro, mentre la situazione resta immutata per una casa di tre persone da 100 metri quadri: 360 euro. Qualche euro in meno invece lo pagherà una famiglia di quattro persone che abita in un appartamento da 120 metri quadri: la Tari in questo casa passa da 448 a 437 euro.
LA TABELLA: LE ALIQUOTE DI MARZO
Attività commerciali Per quanto riguarda le attività commerciali, il calcolo è più semplice: per capire quanto bisogna sborsare basta moltiplicare i metri quadri per il totale dato da parte fissa e variabile (senza dimenticare il 5% a beneficio della Provincia). Qualche esempio: per un albergo di mille metri quadri con ristorante si passa dagli 8.631 euro ai 8.830; per un negozio di scarpe da 100 metri quadri da 1.041 a 1.064 euro, mentre per un ristorante di 150 metri quadri da 2.343 a 2.368 euro.
