Al centro l'assessore Roberto Ciccone

di Daniele Bovi

«Dobbiamo mettere in atto politiche affinché il percorso tra Pian di Massiano e il centro storico si faccia sostanzialmente attraverso il minimetrò. Questo è un imperativo morale che non riguarda il portare più passeggeri su quel mezzo bensì la salute dei cittadini». Così giovedì a Perugia l’assessore alla Mobilità del Comune, Roberto Ciccone nel corso della presentazione dei dati raccolti nell’ambito del primo anno del progetto Pmetro. Da 12 mesi infatti su una delle cabine del minimetrò è stato installato uno strumento (col supporto della Fai Instruments e della Leitner) che fornisce in tempo reale i dati relativi all’inquinamento lungo il tragitto delle carrozze d’argento: un monitoraggio in continuo, tracciando l’andamento degli inquinanti dal punto più basso della città, Pian di Massiano, fino all’acropoli e integrandosi contemporaneamente con le centraline fisse sia lungo il tracciato del Minimetrò che in altre zone. «L’obiettivo – è stato detto – è quello di correlare il traffico alle polveri, così da poter ripensare il flusso delle auto».

Ventimila misurazioni al giorno Ben ventimila misurazioni al giorno che aprono «scenari nuovi» e che, guardando al futuro, «permetteranno – ha detto Ciccone – di intervenire sulle zone più inquinate per decongestionarle e rappresenteranno uno strumento di programmazione utile per l’amministrazione. Dove l’inquinamento è basso si potranno posizionare, per esempio, gli asili; mentre in altre zone che risultano più gravate, si può agire in maniera progettuale per decongestionare». Stando ai numeri (che si possono consultare sul sito dedicato al progetto) presentati dal direttore tecnico di Arpa Umbria, Giancarlo Marchetti, e dal professor David Cappelletti dell’Università di Perugia, la zona più inquinata è il tratto da Madonna Alta a Fontivegge e in particolare quest’ultimo.

Il meteo I numeri del Pincetto del confermano l’incidenza delle condizioni meteo: d’inverno l’inversione termica schiaccia gli inquinanti in basso e in centro l’aria è pulita. Al contrario d’estate, l’aria sale per il calore, e la situazione si equilibra. Tra estate e inverno (mercoledì e venerdì i giorni con più inquinamento) la differenza è enorme: a giugno ad esempio i valori sono più bassi di tre volte rispetto a quelli di dicembre. «La formazione delle polveri e la loro dispersione – ha detto Marchetti – è un fenomeno complesso: da qui l’importanza della ricerca di caratterizzazione delle polveri sottili, che possono variare a seconda degli eventi meteorologici come mancanza di vento e aria fredda spinta verso il basso, che impediscono la dispersione delle polveri in atmosfera».

L’ORDINANZA: A PERUGIA UN’ORA IN MENO COI RISCALDAMENTI ACCESI

Traffico costante «Va detto però – è stato spiegato giovedì – che si parla di una città poco inquinata, con valori molto più bassi rispetto a quelli di altre città e che nel 2013 ha sforato solo 12 volte i limiti sui 35 consentiti». Dall’analisi emerge poi come tutte le domeniche il traffico si dimezza e l’inquinamento pure, con un «effetto memoria» che si ripercuote positivamente anche il lunedì e il martedì. Tra i dati salienti c’è che a Perugia l’andamento del traffico è tendenzialmente costante e non è una variabile del sistema. La mattina presto l’intensificarsi del traffico si combina con le condizioni meteorologiche determinando il maggior picco di inquinamento. Inversamente, nelle ore centrali, condizioni ambientali più favorevoli determinano la dispersione degli inquinanti, per cui per esempio, la chiusura del traffico in quelle ore potrebbe essere un provvedimento inutile.

Cause e rimedi Tra le cause principali delle polveri ci sono ovviamente le emissioni delle auto, degli impianti di riscaldamento e anche della legna da camino. Come ha spiegato giovedì Marchetti infatti l’Umbria è al quarto posto in Italia per consumo pro-capite di legna e in questo caso, vista l’assenza di filtri, tutto finisce in atmosfera. Un’altra zona ‘calda’ della quale Ciccone parla è, oltre a quella di Pian di Massiano, quella dell’ospedale Santa Maria della misericordia, frequentata ogni giorno da moltissime auto e moltissimi bus. «In futuro – ha detto – bisognerà tendere ad un accesso sempre maggiore attraverso i mezzi pubblici. Occorre immaginare un asse con vettori non inquinanti. Tutte le polveri sono dannose ma in special modo quelle sottili, perché sono quelle che finiscono negli alveoli dei polmoni generando malattie respiratorie».

Twitter @DanieleBovi

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