L'ingresso di palazzo dei Priori, sede del Comune (foto Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Cinquanta, cento euro o poco più che non risolvono di certo la situazione ma che aiutano e per i quali in molti, a Perugia, si mettono in fila. I soldi sono quelli che nel bilancio comunale vengono classificati alla voce «contributi all’assistenza» e di questi si è parlato martedì durante la riunione della commissione sulla revisione della spesa. Una cifra che nel 2014 si aggirerà intorno ai 120 mila euro. A spiegare il funzionamento di questi fondi, erogati dai cinque Uffici territoriali comunali (ovvero quel che resta delle defunte circoscrizioni), è stato il dirigente Ugo Maria Bonifacio del settore Movimento amministrativo. In breve, chiunque ha un Isee basso bussa alle porte degli uffici, la pratica viene istruita e il piccolo contributo viene versato.

Fila enorme «Noi – ha detto Bonifacio – cerchiamo di aiutare tutti quelli che hanno i requisiti con contributi che vanno dai 50 ai 100 euro e per queste cifre c’è una fila enorme, un via vai costante e quotidiano. Fino all’ultima parte dell’anno cerchiamo di stare più attenti nelle erogazioni, poi da settembre-ottobre proviamo ad aiutare tutti». Insomma, le maglie si allargano». «Se poi – continua – questi soldi possono risolvere i problemi questo è un altro conto. Di certo una riflessione sull’intero meccanismo va fatta». Un punto condiviso anche dall’assessore Francesco Calabrese, secondo il quale c’è un eccessiva dispersione degli interventi visto che altri tipi di contributi vengono garantiti anche da altre strutture comunali.

I numeri Le domande nel 2013 sono state 801 con 1.029 beneficiari, 778 nel 2012 (816 i beneficiari) e 720 nel 2011. Quanto agli Uffici decentrati, questi attualmente impiegano in totale 20 persone e «non tutti – dice Bonifacio – sono abili e arruolati», nel senso che alcuni possono appartenere a categorie protette come i portatori di handicap. Altro capitolo che ha attirato l’attenzione dei commissari è quello che riguarda le spese postali del Comune, che ammontano a 162 mila euro l’anno. La convenzione con Poste Italiane scade alla fine del 2014 e non è escluso che da lì in avanti qualche euro possa essere risparmiato. «Tra l’altro – ha detto sul punto il dirigente – servirebbe anche un migliore uso della posta elettronica, compresa quella certificata». Ogni tanto quindi di carta e francobolli si potrebbe fare a meno se solo si sfruttasse meglio la tecnologia.

Il costo dell’inciviltà Oltre 40 mila euro poi, per la precisione 43 mila, è la cifra stanziata nel 2014 per i contributi che le ex circoscrizioni (una delega che nella scorsa legislatura aveva il vicesindaco Arcudi) danno alle associazioni, come ad esempio le pro loco che organizzano piccoli eventi sul territorio. Nel pomeriggio al tavolo della commissione s’è poi seduta Carmen Leombruni, dirigente del settore Centro storico che ha spiegato come nel 2014, almeno secondo le previsioni, serviranno circa 40 mila euro per cancellare le scritte fatte sui muri del centro storico. Una cifra tra l’altro scesa dato che prima si aggirava intorno ai 70 mila euro. «Gli interventi di ripulitura che facciamo – ha detto – sono tantissimi, anche 200 in un anno». E purtroppo quasi sempre i colpevoli non si trovano: «Solo in un caso – ha sottolineato – grazie alle telecamere nascoste siamo riusciti ad individuarlo».

Carogne Rimanendo in tema di spending review ma cambiando settore, palazzo dei Priori ha individuato la ditta che si occuperà del servizio di raccolta delle carogne di animali, fino a poche settimane fa gestito da Gesenu. Dato che in media, secondo la determina dirigenziale, sono due gli interventi di rimozione effettuati fino ad ora ogni mese, il Comune fino alla fine dell’anno ha messo in conto dieci interventi per i quali una ditta di Massa Martana incasserà mille euro.

Twitter @DanieleBovi

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