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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 23:39

Perugia, ex tabacchificio: via a domande per i primi 67 appartamenti. Ecco prezzi e bando

Si potranno presentare fino al 30 giugno, consegna a settembre: canone convenzionato e possibilità di riscatto. I requisiti per accedere

Un render del progetto

di Daniele Bovi

Potranno essere presentate fino al prossimo 30 giugno le domande per i primi 67 appartamenti delle «Corti perugine», il complesso nato dalle ceneri dell’ex tabacchificio di Perugia, dove le prime famiglie dovrebbero arrivare a settembre.

IL TESTO DEL BANDO

VIDEO: IL PROGETTO

Housing sociale Martedì mattina nel corso di una conferenza stampa il Comune ha fatto il punto sulla maxi riqualificazione dell’area compresa fra la 75 bis del Trasimeno e via del Tabacchificio. Un progetto di housing sociale tramite il quale è stata recuperata l’area industriale della fu Agenzia coltivazione del tabacco, attraverso la demolizione e la ricostruzione di gran parte degli edifici. Dalla demolizione, contestata da chi pensava a un diverso recupero dell’architettura industriale, si sono salvati solo la ciminiera e l’edificio di ingresso, vincolati.

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GALLERY: LE FOTO DEGLI APPARTAMENTI

UN PROGETTO AVVIATO NEL 2016 

Non solo appartamenti In tutto sono 171 gli appartamenti: 89 saranno consegnati a giugno mentre i restanti nel giugno 2022. Negli oltre 27 mila metri quadrati vicini alla fermata del Minimetrò e al parco Chico Mendez, troveranno spazio oltre agli appartamenti anche spazi commerciali (compreso un supermercato), altri dedicati alla socialità, aree verdi, attività condominiali comuni, una scuola, percorsi ciclopedonali; insomma, un progetto che per certi versi assomiglia a quello del recupero dei palazzoni abbandonati a Ponte San Giovanni, con la differenza che questo è stato concepito alcuni anni fa.

FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DEL PROGETTO

Redditi Le domande potranno essere presentate attraverso il sito di Housing Umbria o allo sportello di via Cairoli della cooperativa Abn, che è il «gestore sociale» del progetto. Per i 67 appartamenti (quelli di fronte alla sede di Busitalia) è previsto un canone convenzionato, ma per 33 ci sarà la facoltà di riscatto dopo un minimo di 8 anni di locazione. Per quanto riguarda il reddito, come spiegato dall’assessore all’Urbanistica Margherita Scoccia, l’obiettivo è quello di destinarli a quella «fascia grigia reddituale», persone che non avrebbero i requisiti (più stringenti) per accedere a una casa popolare ma che potrebbero avere difficoltà a pagare un ‘normale’ affitto di mercato. Il reddito convenzionale non dovrà essere superiore ai 60 mila euro e non dovrà essere inferiore alle soglie calcolate sulla base dell’affitto.

Le domande Per presentare la domanda occorre avere la cittadinanza italiana oppure quella di uno stato UE; per gli extracomunitari, invece, bisognerà essere in regola ed essere residenti in Italia da almeno 10 anni. Oltre a ciò, chi presenta la domanda, così come tutti gli altri membri del nucleo familiare, non dovrà possedere altre abitazioni «adeguate alle esigenze» della suddetta famiglia. Nel bando, inoltre, è stata inserita una categoria preferenziale, quella degli appartenenti alle forze dell’ordine che potrà avere un massimo di 22 alloggi. Sempre tra le categorie preferenziali ci sono i residenti a Perugia, giovani coppie (massimo 35 anni), genitori separati o divorziati con figli a carico, famiglie monogenitoriali, anziani soli con più di 65 anni e condizioni economiche svantaggiate.

I prezzi Gli appartamenti sono di diverse tipologie: per un bilocale si va da 282 a 362 euro (oltre oneri accessori), per un trilocale da 441 a 602 e per un quadrilocale da 621 a 659. Altri 20 appartamenti sono riservati all’«Intergenerational housing projects», che prevede il possibile «sviluppo di un villaggio solidale intergenerazionale a favore di anziani e persone con bisogno abitativo a seguito di procedure specifiche di sfratto». Una quota che, come spiegato martedì, dipenderà però dalla conferma dei finanziamenti promessi dal governo. Altri quattro appartamenti infine (due in questa fase) sono destinati ai progetti di vita indipendente a favore dei disabili.

Rigenerazione «La soddisfazione è grande – ha detto il sindaco Andrea Romizi – per una riqualificazione frutto di molte competenze. Rigeneriamo una parte importante della città e mi colpisce che questo progetto persegua gli obiettivi indicati oggi dal Recovery plan». Scoccia ha parlato della «volontà di dare nuova vita a luoghi in abbandono, ribaltando il concetto di housing sociale e con spazi per evitare che sia un dormitorio». Armando Ricca di Prelios, la società che ha gestito le operazioni, ha spiegato che si tratta di «uno dei progetti più belli di questo tipo che ci sono in Italia per qualità architettonica e tecnologica», assicurando poi che le questioni relative ai pagamenti a favore delle aziende (operai senza stipendio salirono su una gru nel gennaio 2019), sono state «sostanzialmente tutte risolte; oggi – ha detto rispondento alle domande dei giornalisti – siamo in una situazione tranquilla».

Uno dei più belli «Da luogo di degrado e insicurezza – ha detto in apertura Emanuele Prisco, deputato di FdI ed ex assessore all’Urbanistica che si è occupato negli anni scorsi del dossier – diventerà uno in cui sarà ambito vivere». Roberto Bonifazi di Abn ha poi sottolineato che si tratta di una riqualificazione «particolarmente interessante perché rappresenta un progetto pilota a livello regionale, qualificandosi tra i più importanti del Centro Italia». Alla conferenza stampa hanno partecipato anche l’assessore al Welfare Edi Cicchi, Livio Cassoli di Cassa depositi e prestiti, la presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia Cristina Colaiacovo e Annarita Mezzasoma di Fish onlus.

Twitter @DanieleBovi

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