di G.O.
Eurochocolate, in collaborazione con Be well group, inaugura la fabbrica delle uova di cioccolato a cielo aperto, per poter scoprire con i propri occhi come nasce un uovo di Pasqua e personalizzarne la sorpresa.
Eggofatto è nato Non è certo un segreto che la prima edizione primaverile di Eurochocolate, in programma a Perugia dal 25 marzo al 3 aprile, giri tutta intorno alle uova di Pasqua. È stata infatti presentata giovedì, alla vigilia dell’inizio della kermesse, la fabbrica di uova che dominerà piazza Matteotti fino al 18 aprile, giorno di Pasquetta. La produzione live delle uova di cioccolato («Eggofatto» il claim pensato dal patron Eugenio Guarducci) consentirà ai visitatori sia di scoprire come nascono le uova, sia di personalizzare la sorpresa da inserire nel guscio di cioccolato. Per Marco Segoloni, titolare del partner Be well group, azienda specializzata nella produzione di cioccolato, si tratta anche di un’opportunità per mostrare in diretta l’artigianato all’opera.
Semi In onore della Pasqua, simbolo di rinascita, gli Eggofatto non personalizzati conterranno al loro interno un dischetto da reidratare con al centro dei semi da piantare. I semi produrranno dei fiori specifici, nati per attrarre farfalle e alimentare i bruchi, così «potrai far nascere tu la sorpresa più bella», spiega Segoloni. L’idea è stata realizzata grazie alla collaborazione con Eugea, spin-off dell’Università di Bologna, che si occupa di produzione e lavorazione di frutta e ortaggi. I dischetti, inoltre, sono stati assemblati a mano da una onlus che si occupa di ragazzi di tipo B, per assicurare loro l’inserimento nel mondo del lavoro, anche grazie alla supervisione di educatori specializzati. Eggofatto si classifica quindi, a pieno titolo, come simbolo di evoluzione, cambiamento e rinascita.
Il ritorno in centro Il fulcro di questo Eurochocolate di primavera sarà anche l’artigianato locale, a partire dal nuovo approccio verso le attività del centro storico, che sono in costante dialogo con l’organizzazione del festival. Come ha spiegato Eugenio Guarducci, anche l’iniziativa messa in piedi ai Giardini del Frontone in supporto ai profughi ucraini parla di artigianato. L’esposizione, organizzata con il supporto della Caritas diocesana, che racconta la tradizione ucraina delle uova di Pasqua dipinte, fonde in maniera sinergica le due colonne portati dell’edizione: uova e artigianato. Le aspettative nei confronti di questa edizione sono alte, come testimonia Guarducci, anche l’amministrazione comunale si definisce «soddisfatta e emozionata» del ritorno del festival nel centro storico, che ha visto la sua ultima presenza nell’acropoli nell’ottobre del 2019.
