L'Accademia di Belle Arti

di Daniele Bovi

La statizzazione dell’Accademia di belle arti di Perugia sarà decisa a breve, forse già entro giugno. Ad assicurarlo è il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che ne ha parlato venerdì in Senato nel corso di un’audizione in commissione che aveva al centro le questioni legate all’alta formazione artistica e musicale. Il ministro in particolare ha parlato del caso dell’accademia perugina e di quella di Genova (i due più antichi istituti di alta formazione artistica a non essere statali), inserite in un percorso che dovrà portare in tempi non lunghi verso una loro stabilizzazione grazie ai fondi inseriti nella legge di Stabilità. Giannini nel corso del suo intervento a palazzo Madama ha definito «urgente» l’operazione volta a razionalizzare l’offerta formativa e la programmazione del sistema su base territoriale. Un’operazione che dovrà puntare anche a valorizzare le realtà esistenti e «soprattutto a risolvere una volta per tutte le antiche questioni che riguardano la stabilizzazione delle accademie storiche e, per i conservatori, quella degli istituti musicali pareggiati, rimasti isole irrisolte».

Parla Rampini «La vicenda della statizzazione – racconta a Umbria24 Mario Rampini, presidente della Fondazione dell’Accademia – la sto seguendo da un anno e direi che ormai ci sono tutte le condizioni per chiudere, anche se ci sono ancora un po’ di procedure da effettuare». Rampini è fiducioso sul fatto che la statizzazione possa arrivare molto a breve, tanto che il decreto potrebbe essere firmato già entro giugno. «Lì dentro – spiega – ci sarà la ripartizione delle risorse e a noi dovrebbero toccare circa 800 mila euro. Il processo sarà graduale: all’inizio partiremo con una fascia di personale e forse entro l’anno prossimo potremo completare il tutto». Secondo Rampini «gli 800 mila euro annuali ci consentiranno una gestione tranquilla, senza l’angoscia che abbiamo dovuto vivere nel corso degli ultimi cinque anni dove siamo andati a pescare i soldi anche in Cina».

Il nodo risorse Attualmente l’Accademia di belle arti di Perugia funziona grazie ai fondi stanziati annualmente dai soci fondatori, che sono il Comune di Perugia e la Provincia, e a quelli garantiti dai soci sostenitori, come la Regione. Risorse che nel corso degli anni si sono notevolmente assottigliate: basti pensare che la Provincia, nell’ambito della razionalizzazione delle partecipate, ha tagliato il suo contributo da 350 mila euro ad appena 10 mila ma, come spiega Rampini, sono due anni che non si vede un euro da parte dell’ente di piazza Italia. Il Comune in passato dava all’incirca 350 mila euro, cifra dimezzata in vista della procedura di statizzazione mentre la Regione l’anno precedente 100 mila; «quest’anno – dice il presidente – stando a notizie ufficiose dovremmo essere tra i 50 e i 100 mila». In più ci sono i soldi della Camera di commercio di Perugia (30 mila euro) e quelli della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, grazie ai quali verranno ristrutturate porzioni importanti dell’Accademia. Una cifra significativa poi, circa 500 mila euro, è garantita dalle tasse dei 420 studenti che frequentano i corsi dell’Accademia.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Perugia, entro giugno la statizzazione dell’Accademia di belle arti: pronti 800 mila euro”

  1. L’anno scorso, con mia moglie, abbiamo visitato il Museo dell’Accademia.
    Appena entrati nella Gipsoteca, la nostra attenzione è stata subito attirata da quelle che sembravano delle curiose installazioni di arte contemporanea: tre ombrelli aperti e posti, rovesciati a mo’ di imbuto, sopra altrettanti secchi, qua e là sul pavimento.
    Ci siamo avvicinati e, con raccapriccio, abbiamo capito: quel giorno stava piovendo e, dalla vetrata sul tetto, colava acqua NELLA SALA DEI GESSI !!
    Mi auguro che i fondi stanziati arrivino presto: evidentemente, ce n’è un gran bisogno.

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