di Daniele Bovi
Piazza Fortebraccio cambia volto, diventando un posto adatto più alle persone che alle auto. La giunta comunale infatti ha approvato il progetto di riqualificazione dell’area di fronte a palazzo Gallenga, sede dell’Università per stranieri, che rappresenta il primo passo di un ripensamento complessivo di tutta la zona. I lavori ammontano a 370 mila euro, dei quali 300 mila messi sul piatto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia mentre il resto da palazzo dei Priori; soldi che serviranno per restituire alla città uno spazio, snodo viario fondamentale tra la parte est e quella ovest del capoluogo, dove l’equilibrio tra persone e auto sia bilanciato in modo più favorevole rispetto ad oggi verso le prime. Il punto di partenza del progetto, che Umbria24 presenta in anteprima e che ha ricevuto l’ok della Commissione comunale per la qualità architettonica e della Sovrintendenza, è un luogo dove ci sono «pedoni sacrificati» e una «circolazione massiva e continua di veicoli» che non permette di apprezzare a pieno i monumenti e lo scorcio.
Il progetto La riqualificazione quindi si pone come obiettivo quello di «far emergere ed apprezzare i monumenti» come l’Arco etrusco appena restaurato, la seicentesca chiesa di San Fortunato, palazzo Gallenga, «di far rivivere la piazza favorendo la presenza di turisti, studenti e cittadini». Ad oggi infatti «tra sosta e movimento» non c’è «un’equilibrata tensione» tanto che la «priorità data alle auto ha negato il ruolo urbano della piazza». L’idea che ha fatto da guida alle mani che hanno disegnato il nuovo volto dell’area, si basa su una lettura storica dell’evoluzione della piazza. E così con i lavori si provvederà all’eliminazione della corsia per le auto di fronte all’Università, lasciando solo quella a doppio senso di marcia. Al posto della corsia nascerà un’area, quasi completamente pedonale, che verrà connessa a via Ulisse Rocchi e corso Garibaldi.
Cosa cambia Un’unitarietà garantita dal fatto che verrà usata una pavimentazione coerente con quella delle vie citate. Senza soluzione di continuità quindi da via Ulisse Rocchi a corso Garibaldi il tracciato sarà fatto di pietra arenaria. In questo modo torna a vivere il tracciato della via regale che congiungeva la Platea Magna con Porta Sant’Angelo, prima espansione fuori dalle mura della città medioevale. In più verrà rifatto il sagrato in cotto di fronte a San Fortunato così come quello antistante palazzo Gallenga. Qui, ai lati del portone, verranno installati i due lampioni di inizio ‘900, uno dei quali sarà rifatto sul calco dell’unico esemplare superstite, oggi alla Città della domenica. Il tutto per un progetto che vuol essere solo un primo passo per un complessivo ripensamento dell’area.
Twitter @DanieleBovi
