Sei studi di fattibilità approvati da finanziare con circa 60 milioni di euro per combattere il dissesto idrogeologico. Di questo si è discusso mercoledì pomeriggio nel corso della seduta della giunta comunale, che ha dato l’ok alla delibera che definisce gli interventi prioritari per un ammontare di circa 60 milioni, somma superiore a quella di circa 26 milioni già comunicata alla Regione in quanto comprensiva degli interventi necessari per il rischio idraulico. La richiesta di finanziamento, che ricade nell’ambito del progetto ‘Italia sicura’ approvato dal governo, è stata inoltrata alla Regione che entro venerdì la girerà al governo.
Sei studi Per quanto riguarda gli studi di fattibilità, gli interventi urgenti individuati di messa in sicurezza e bonifica e per i quali saranno richiesti i finanziamenti riguardano il bacino del Bulagaio, quello di Santa Margherita, quello di Scaffaro, Pretola, Casaia,l’area di Fontivegge, del torrente Genna, e l’area Valcastagno. «Il primo stralcio del Piano nazionale 2014-2020 presentato dal Governo il 20 novembre scorso – ha detto l’assessore all’Ambiente Urbano Barelli -, ha previsto lo stanziamento di circa 1 miliardo di euro per 69 interventi a favore soltanto delle Città metropolitane, escludendo dal riparto dei fondi le restanti città tra le quali Perugia. Il rischio, che da tempo paventavamo, che le piccole regioni potessero essere declassate comincia a manifestarsi nel modo peggiore».
Città penalizzata Barelli ha poi parlato di un’amministrazione che «ha colpevolmente trascurato le dinamiche di riassetto istituzionale, rinunciando sia a proporsi quale città metropolitana sia a perseguire con determinazione progetti di macro-regione», trovandosi ora «penalizzata e senza risorse». «Insisteremo – ha concluso – presso la Regione ed il governo affinché le tante emergenze idrogeologiche della città, a cominciare dalla frana di Sant’Antonio, ricevano adeguata ed immediata copertura finanziaria». Nel corso della seduta poi la giunta ha dato il via libera anche al progetto esecutivo che riguarda l’installazione di più punti luce e più telecamere nell’area di Fontivegge.
Fontivegge Le installazioni rappresentano il primo punto del piano di riqualificazione voluto dal sindaco Andrea Romizi per dare una risposta ai cittadini di quella zona della città. L’investimento, 156.989 euro, è finanziato dal ministero dell’Interno e prevede la sostituzione dei punti luce non più efficienti e l’integrazione dell’illuminazione in via Settevalli, via del Macello, via Mentana, via Costa di Prepo e nei sottopassi di via Sicilia e via Settevalli; tre telecamere fisse e una telecamera tipo “dome” ad alta definizione per controllare gli accessi e il sottopasso tra via Sicilia e la stazione; altre due di tipo “dome” controlleranno gli accessi del sottopasso tra via Curtatone Montanara e via Campo di Marte; un’ultima telecamera, sempre di tipo “dome”, sorveglierà l’area di via Mentana. «Il progetto Fontivegge, nella sua complessità, – ha detto il sindaco – deve rappresentare un modello da applicare anche in altre zone della città».
