di Daniele Bovi
Al citofono non rispondono, al telefono neppure, al campanello neanche e le lettere spedite sono tornate indietro. Sono in tutto il 21 per cento, in termini assoluti quasi 1.300 su 6 mila circa, le utenze ‘fantasma’ per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti in centro storico. Il dato è emerso martedì nel corso di una conferenza stampa in cui l’amministrazione comunale, insieme ai vertici di Gesenu, ha fatto il punto sul primo mese di funzionamento del nuovo sistema di raccolta differenziata. Secondo i dati, 4.097 utenze hanno ritirato il kit, altre 645 riguardano ritardatari fisiologici o persone che abitano ai margini del centro e ancora sfruttano i cassonetti che ci sono appena fuori le mura (l’idea è chiuderli a chiave o rimuoverli), e altri 1.272 sono i ‘fantasmi’. Gesenu ha tracciato una mappa dettagliata scoprendo che una delle zone più problematiche riguarda Corso Garibaldi, l’area di via Cartolari e via della Viola. Tutte zone ad alto tasso universitario caratterizzate da una notevole percentuale di ricambio.
Verifica approfondita «Le lettere nominative che abbiamo mandato – ha spiegato l’ingegner Massimo Pera – sono tornate indietro. Molti sono non italiani, altri possono essere residenti solo formalmente in centro e ora faremo una verifica approfondita casa per casa insieme ai vigili urbani, così da capire chi abita lì dentro». Riguardo ai disagi dei primi giorni Gesenu ha ammesso che «la prima attività comunicativa non era stata recepita. Molte famiglie hanno ricevuto la lettera domenica mattina, qualche ora prima della partenza del nuovo servizio. Una comunicazione che abbiamo ripetuto». La seconda parte della ‘rivoluzione’ rifiuti prenderà il via da mercoledì, quando gli operatori inizieranno a leggere i codici dei mastelli. Un’operazione che serve a misurare quanti svuotamenti vengono fatti da una famiglia o da un’attività commerciale, senza che i rifiuti vengano pesati.
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Tariffa puntuale La tracciabilità è il primo passo, indispensabile, verso la tariffa puntuale, sul quale il Comune sta ragionando. «La sperimentazione – spiega il vicesindaco Urbano Barelli – potrebbe essere fatta a Madonna Alta. Stiamo valutando anche un’ipotesi volumetrica (la tariffa sarà cioè basata sulla base del volume stimato di raccolta indifferenziata, ndr) ma bisogna capire i costi». Per qualche altro giorno poi le guardie ecologiche non faranno multe (da 25 a 500 euro), ma le sanzioni a breve arriveranno anche se saranno precedute da uno o due avvertimenti. Nel 90 per cento dei casi in questo primo mese i problemi hanno riguardato il «conferimento non corretto», segnalato attraverso il bollino grigio. «Il giorno più problematico – ha osservato Pera – è la domenica, quando registriamo anche 200 sacchi lungo le strade. Minori i problemi negli altri giorni in cui si raccoglie l’organico, ovvero mercoledì e venerdì». Molto meglio le cose vanno invece per la raccolta di carta, alluminio e plastica.
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I numeri Al momento la percentuale di raccolta differenziata in centro è del 62,4 per cento e secondo i dati della settimana dal 6 al 12 marzo, in tutto sono state prodotte 62 mila tonnellate di rifiuti (38 mila quelle di indifferenziata): il 20 per cento è frazione organica, il 21 per cento carta e il 14 per cento vetro, plastica e metalli. Solo il 4 per cento ha utilizzato il «Raccoglincentro», ovvero i piccoli mezzi che si spostano lungo le tre linee (blu, gialla e rossa) e si fermano in punti prestabiliti. In tutto hanno utilizzato il servizio 540 utenze, in media 170 al giorno: la linea più utilizzata al momento è la blu, che viaggia nella zona nord da piazza del Duca a via Appia (via Alessi e via Appia le soste con più conferimenti, quasi 200 ognuna). Meno usate la linea gialla (la punta più alta in piazza Piccinino, quella più bassa in piazza San Giovanni di Dio) e la rossa, che ha un picco di 200 conferimenti in piazza Ansidei mentre in tutte le altre soste in un mese si tocca un massimo di 115 utenze. «Nel complesso – spiega Gesenu – si tratta di un servizio da incrementare e migliorare».
Porta a porta Gesenu e Comune hanno anche preparato materiale informativo in cinese e in inglese e vogliono cambiare (gli altri sono stati installati da poco) i cestini gettacarte in centro, «più funzionali» e che non permetteranno ai ‘furbetti’ di buttare i sacchi che invece dovrebbero finire nei mastelli. Nel mirino di Comune e azienda c’è poi una vasta area della città, alcuni grandi quartieri come via dei Filosofi, via della Pallotta, Ferro di Cavallo, Madonna Alta e altri ancora dove vivono 31 mila persone e dove al momento ci sono i cassonetti lungo le strade. Qui la differenziata si attesta appena al 35 per cento ma le cose cambieranno con l’estensione all’intero territorio comunale del sistema porta a porta e con l’arrivo, in tutta la città, di 23 mila bidoni per la raccolta del vetro e del sistema di tracciabilità dell’indifferenziata.
Pannolini Tutte misure che dovrebbero far fare un passo in avanti importante alla differenziata, che a oggi nell’intero territorio si attesta intorno al 60 per cento. Per chi abita fuori dal centro storico poi c’è un’altra novità, che riguarda la raccolta di pannolini e pannoloni. Al momento, dove c’è la raccolta porta a porta, si buttano nell’indifferenziato, ma i bidoni vengono svuotati solo una volta al mese. Troppo poco e così per circa 2.500 utenze (questa la stima) verrà attivato un servizio su richiesta che prevede una raccolta programmata con cadenza settimanale e l’avvio a smaltimento. «Ora – ha detto in conclusione Dante De Paolis, ad di Gesenu – spetta al senso civico delle persone fare il possibile. Certamente in questa partita non abbiamo alcuna intenzione di arretrare».
Twitter @DanieleBovi
