di D.B.
Esordirà il 14 febbraio, giorno di San Valentino, il nuovo sistema di raccolta differenziata per quanto riguarda il centro storico di Perugia. Ad annunciarlo è stato il vicesindaco Urbano Barelli intervenendo in consiglio comunale su un ordine del giorno del M5S (approvato) con il quale si chiede alla giunta di riferire in aula su tutto ciò che riguarda le inchieste che hanno interessato Gesenu e il sistema dei rifiuti. Novità, relativamente alla differenziata, ci saranno anche per le altre aree della città: secondo quanto spiegato da Barelli infatti si sta pensando a un «nuovo sistema anche per le aree periferiche. In questo quadro – ha detto – il 5 febbraio vi sarà un seminario di studio, in collaborazione con Comune di Terni e Regione, nel corso del quale verranno approfondite le indicazioni provenienti dall’Ue e le buone pratiche diffuse in alcune regioni d’Italia».
Obiettivo 70 per cento Barelli ha detto poi che l’obiettivo della giunta è centrare il 70 per cento di raccolta differenziata, oltre a una riduzione della tariffa che per quanto riguarda il 2016 dovrebbe essere tagliata del 7-10 per cento. «La tariffa – ha detto – è già stata ridotta l’anno scorso, anche se l’iniziativa non è stata adeguatamente percepita per via della scelta di attivare un fondo sui crediti non esigibili. Per il futuro c’è la volontà ferma di ridurre ulteriormente la tariffa stessa». Un quadro all’interno del quale occorre considerare anche la vicenda Auri, l’Autorità unica regionale dei rifiuti che in queste settimane sta muovendo i primi passi e che dovrebbe portare, almeno secondo quanto annunciato dalla Regione, all’individuazione di un gestore unico; una partita, ha sottolineato Barelli, che vale all’incirca 150 milioni di euro.
COME FUNZIONA IL NUOVO SISTEMA DI RACCOLTA
L’inchiesta Quanto alle inchiesta il vicesindaco oltre a ripercorrere le tappe della vicenda ha detto che «l’adozione dell’atto da parte del prefetto non significa certamente che la mafia sia arrivata a Perugia, visto che lo stesso si riferisce alla presenza di Gesenu in Sicilia, ove l’azienda ha ereditato dalle società locali alcuni dipendenti discussi. Presenza di Gesenu nell’isola fu espressamente richiesta dalla prefettura, con l’obiettivo di risolvere una situazione complessa. Il Comune di Perugia – ha detto ancora – non ha alcuna potestà giuridica di escludere il socio privato dalla compagine aziendale. Al contrario si è attivato da subito per verificare cosa si potesse fare nell’ambito del cda, decidendo di conseguenza di nominare un amministratore delegato di parte pubblica con il preciso intento di raggiungere l’obiettivo di “bonificare” e rilanciare Gesenu anche in un’ottica di tutela dei livelli occupazionali. In tale partita Gesenu, oggi in difficoltà, deve essere necessariamente rafforzata per poter essere a diritto un interlocutore adeguato per l’Auri».
Il dibattito Parole che non hanno convinto l’opposizione. Il capogruppo pentastellato Rosetti ha precisato che quella di Gesenu è la vera partita da cui si può capire se l’attuale amministrazione ha una reale volontà di cambiamento rispetto al passato. «Al contrario i fatti – ha detto – confermano che la sostanza delle cose non sta mutando visto che le modifiche apportate sono solo di facciata». Secondo Arcudi, Psi, «pur avendo il vicesindaco ben individuato il contesto generale, ha poi fatto mancare le risposte sul merito della questione. Gesenu è patrimonio della città e del Comune, perché si tratta di una società fondamentale e, dunque, da valorizzare in ogni modo possibile». Neanche Mencaroni, capogruppo pd, promuove la gestione della vicenda da parte della giunta, mentre da parte della maggioranza è arrivato il sì all’ordine del giorno, con Perari (FI) che ha invitato l’amministrazione a intervenire sulle partecipate: «Ha iniziato a farlo – ha detto – ma deve proseguire lungo il percorso con coraggio e determinazione».
Cartelle arretrate E sempre in tema di rifiuti lunedì i consiglieri del gruppo Pd Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e Diego Mencaroni hanno presentato una richiesta di attivazione della commissione Controllo e garanzia relativamente all’invio da parte di Gesenu di cartelle per la richiesta degli arretrati Tia. Scopo della richiesta è di acquisire la documentazione e verificare la regolarità della situazione, sospendendo, nell’attesa, i pagamenti in scadenza. «Gesenu – spiegano i tre – ha provveduto alla fine di dicembre a inviare numerose cartelle di pagamento degli anni precedenti. Le cartelle sono state inviate a distanza di pochissimi giorni dalla scadenza (in alcuni casi solamente un paio di giorni prima). In molte situazioni si chiede il pagamento della differenza di importo tra zona non servita e zona servita senza dar modo ai cittadini di verificare l’effettiva copertura del servizio nell’area di pertinenza». Tempi stretti che «hanno reso quasi impossibile la presentazione di ricorsi ed istanze di riesame da parte dei contribuenti».
Twitter @DanieleBovi
