L'assessora al Bilancio Alessandra Sartore (©Fabrizio Troccoli)

Riscuotere di più e in modo più rapido, così da liberare risorse per finanziare i servizi senza tenerle bloccate. Potrebbe essere sintetizzato così il «Progetto triennale di accelerazione della capacità di riscossione delle entrate comunali 2026-2028», varato nelle scorse ore dalla giunta di Palazzo dei Priori.

Accelerazione Un’operazione possibile grazie alla Finanziaria 2026 e a un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze che introducono la possibilità per gli enti locali di utilizzare un «metodo accelerato» nel calcolo delle somme da accantonare nel Fondo crediti di dubbia esigibilità. Di norma, i Comuni sono obbligati a “bloccare” una quota significativa del proprio bilancio a garanzia dei crediti di incerta riscossione, basandosi sulla media dei cinque anni precedenti. La nuova disciplina consente invece di calcolare questo accantonamento sui risultati dell’ultimo anno, a patto che si verifichino due condizioni: un reale miglioramento della capacità di riscossione registrato nel rendiconto 2025 rispetto al triennio precedente e la contestuale approvazione di un piano di interventi triennale rendere strutturale questo andamento.

Le performance Condizioni che Palazzo dei Priori soddisfa in entrambi i casi. Nel 2025 la percentuale di riscossione della tassa sui rifiuti è salita all’85,43 per cento nel 2024 rispetto a una media del triennio precedente ferma all’84,05 per cento. Un incremento più marcato è stato rilevato nel recupero dell’evasione della Tari, attestatosi al 48,2 per cento a fronte di una media storica del 32,2 per cento, e nell’attività di recupero legata all’Imu, salita al 22,84 per cento rispetto al precedente 19,09 per cento. Tari e Imu che rappresentano le due voci più “pesanti” a proposito delle mancate riscossioni.

Il piano Quattordici in tutto le azioni previste dal piano, con cui si punta a ottimizzare la cassa comunale, velocizzare i pagamenti verso i fornitori e sbloccare quote di avanzo di amministrazione altrimenti ferme; secondo le stime dell’assessorato al Bilancio si parla di almeno 1,6 milioni per ogni anno dal 2026 al 2028. Gli interventi programmati intervengono in modo integrato sull’intero ciclo delle entrate e si dividono in tre aree operative: la riscossione delle nuove somme dell’anno corrente, il recupero dei vecchi crediti non ancora riscossi e l’introduzione di modifiche organizzative di tipo strutturale.

Tari Per quanto riguarda le entrate dell’anno in corso, si punta su rapidità di reazione e digitalizzazione. Per la tassa sui rifiuti, in arrivo in questi giorni, si prevede l’invio sistematico di solleciti bonari subito dopo la prima scadenza ordinaria e l’uso di promemoria digitali tramite messaggi sul telefono, posta elettronica e l’app Io. Inoltre, le notifiche per omesso versamento della tassa verranno emesse entro nove mesi dalla fine dell’anno di riferimento. Per l’Imu si accelerano i controlli concentrandoli sulle annualità più recenti e si invieranno solleciti di pagamento entro tre mesi dalla fine di ogni semestre per qualsiasi importo. L’ente punta anche sulla collaborazione del cittadino introducendo le «lettere di compliance» per segnalare anomalie prima dell’accertamento, semplificando la grafica delle comunicazioni per facilitare la comprensione delle scadenze e aderendo alla sperimentazione ministeriale dell’imposta municipale precompilata online.

I residui Sul fronte dei residui, cioè dei vecchi crediti non incassati, il piano punta a ridurre quelli di più difficile riscossione. L’amministrazione comunale intende superare le criticità storiche del sistema di riscossione coattiva messo in atto dall’Agenzia delle entrate, la cui performance è scesa al 15 per cento tra il 2020 e il 2023, valutando l’affidamento delle procedure a soggetti specializzati come Amco o altri concessionari abilitati. In più c’è l’adesione alla rottamazione, formalizzata questa settimana, per consentire la regolarizzazione delle posizioni debitorie pregresse con l’abbattimento di sanzioni e interessi. Per le posizioni superiori a 5mila euro verrà attivato un meccanismo informatico di compensazione automatica tra i debiti tributari del cittadino e gli eventuali crediti che lo stesso vanta nei confronti del Comune.

Riorganizzazione Le riforme strutturali prevedono invece una stretta amministrativa e una profonda riorganizzazione interna. In base alla nuova programmazione, il rilascio o il rinnovo delle autorizzazioni commerciali sarà subordinato alla regolarità del pagamento dei tributi locali. Parallelamente, si procederà a una «bonifica» sistematica della banca dati dell’Imu per allineare i dati catastali e anagrafici, riducendo così gli errori di notifica e i successivi ricorsi. Qualora al terzo anno di applicazione del piano i monitoraggi periodici non dovessero confermare i miglioramenti della riscossione, il Comune sarà obbligato a tornare al calcolo ordinario del fondo di riserva.

Sartore «Da un lato – spiega a Umbria24 l’assessora al Bilancio Alessandra Sartore – abbiamo sì aderito alla rottamazione per andare incontro ai cittadini ma, dall’altra, vogliamo essere “rigidi” nella riscossione perché la legge va applicata». Sartore sottolinea che il piano «cambia il metodo e lo migliora, portando a una riduzione del Fondo crediti di dubbia esigibilità di 1,6 milioni di euro per ogni anno dal 2026 al 2028; quindi ci saranno più risorse per garantire servizi ai cittadini». Un elemento importante specialmente in un momento in cui gli stanziamenti governativi, come quelli relativi al fondo di solidarietà, sono in diminuzione.

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