L'ospedale di Perugia (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

Riguardano alcune chirurgie specialistiche a bassa e media complessità e il potenziamento di alcune attività per una più efficace collaborazione tra ospedale e territorio gli ambiti della integrazione, i cui risultati sono stati presentati martedì a Perugia, tra l’azienda ospedaliera del capoluogo e l’Usl Umbria 1. A parlarne l’assessore regionale Luca Barberini, il direttore dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca e quello della Usl Andrea Casciari. Proprio Casciari ha parlato in primis del progetto interaziendale per la continuità assistenziale e le dimissioni protette con l’attivazione, a partire dal 15 novembre, di una Centrale operativa territoriale. «Una innovazione profonda – ha detto – con un riflesso organizzativo importante e che ottimizza al massimo l’integrazione fra ospedale e territorio». Attivata sperimentalmente nel distretto del Perugino, prevede un punto di ricezione e ‘triage’, con la facilitazione per l’accesso del dimesso «in condizioni di fragilità» ai vari percorsi della rete dei servizi territoriali, con l’assistenza domiciliare integrata o nelle residenza sanitarie assistite o protette.

I progetti In tutto da gennaio a ottobre 924 sono state le dimissioni protette, 271 delle quali hanno riguardato pazienti gravi mentre per 653 è scattata l’assistenza domiciliare. «Quella dell’assistenza domiciliare agli anziani – ha detto Casciari – è un’area strategica da sviluppare, che ci vede già superare il dato nazionale del 2,7% con il 2,8 per cento nel territorio dell’Usl Umbria 1. Gli accessi sono aumentati dai 22.224 del 2015 a 31.266 del 2016 e stima per il 2017 che sfiorino i 40 mila». Nove in tutto invece i progetti illustrati da Duca e che riguardano la collaborazione tra ospedale e Usl 1, centrata su interventi di alta specializzazione fatti all’ospedale di Perugia e quelli di medio-bassa complessità nelle strutture del territorio; questi ultimi possibili anche grazie alle equipe multidisciplinari che da Perugia si spostano nelle diverse realtà.

I dati Secondo i numeri forniti da Duca, relativi al periodo che va dall’estate 2016 alla metà del 2017, c’è un trend di crescita al Santa degli interventi di alta specializzazione tra l’8 e il 10 per cento. Quanto gli altri invece, ad Assisi da gennaio 2016 vengono trattate patologie legate scompenso cardiaco e delle cardiopatie croniche, con oltre 3500 prestazioni ambulatoriali annuali e 145 ricoveri. A Umbertide e Pantalla opera invece settimanalmente una equipe per la chirurgia ortopedica, con numeri che parlano di circa cento ricoveri legati più che altro a protesi del ginocchio, patologie relative a legamenti e artroscopie. Sempre ad Assisi c’è la chirurgia pediatrica, dedicata ai bambini con più di tre anni, nella quale vengono fatti circa 170 interventi, per la chirurgia otorinolaringoiatrica a Pantalla 120 ricoveri e, da ultima, la chirurgia ginecologica presso all’ospedale di Castiglione del Lago, con oltre 100 ricoveri. «Oltre a ciò – ha detto Duca – è iniziata un’attività di integrazione e collaborazione per i Servizi trasfusionali e, inoltre, stiamo lavorando per sviluppare l’attività di una struttura complessa interaziendale per patologie reumatiche e osteoporosi, a regime già da alcuni mesi, prevedendo posti letto dedicati per ricoveri nell’ospedale di Perugia e attività ambulatoriali nelle strutture della Usl».

Barberini Ulteriori ambiti di collaborazione sono la teleradiologia, per la telerefertazione da remoto delle Tac urgenti neuroradiologiche 24 ore su 24 effettuate negli ospedali di Pantalla, Assisi e Castiglione del Lago, che sono state nell’ultimo anno 1.680 circa. In più c’è la centralizzazione delle terapie oncologiche, che sono prodotte dalla farmacia del Santa Maria di Perugia per i centri di somministrazione dei presidi di Assisi, Media valle del Tevere e Castiglione, con un risparmio stimato del 10-15 per cento di prodotti farmaceutici. «Per una volta – ha detto Barberini – non diciamo cosa faremo ma quello che abbiamo già fatto; un percorso che non termina qui dato che la sperimentazione gestionale dovrà essere applicata in tutto il territorio». Secondo l’assessore «la parola ‘magica’ è collaborazione, dato che le aziende non devono vivere tra di loro una competizione ma lavorare a una sempre maggiore integrazione».

Gli obiettivi L’obiettivo che viene indicato da Barberini è quello «di aumentare l’offerta, le prestazioni chirurgiche, in particolare quelle di bassa e media complessità riducendo le liste di attesa». Altro aspetto «fondamentale» quello delle dimissioni protette: «Nel momento in cui si esce dall’ospedale – spiega – la struttura nella sua interezza si prende carico del paziente ‘fragile’, anche con un’assistenza domiciliare. Il territorio nel corso degli anni scorsi a causa di una visione ospedalocentrica è stato una Cenerentola». Quanto al futuro, l’assessore indica tra i target da raggiungere il potenziamento del sistema dell’emergenza-urgenza, l’elisoccorso notturno e la «sfida del 112», con la centrale unica Umbria-Marche. Per il 6 dicembre, intanto, è previsto un primo giorno di incontro sul nuovo Piano sanitario.

Twitter @DanieleBovi

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