di Dan. Bo.
Senza stipendi da ben tre mesi i lavoratori della Darvin, che gestisce buona parte degli impianti sportivi cittadini e che sta vivendo una dura crisi finanziaria, tanto da valutare la possibilità di chiedere una procedura concorsuale, se non riceveranno una convocazione da palazzo dei Priori entro giovedì, da venerdì faranno scattare uno sciopero a tempo indeterminato. A riferirlo, in una nota, sono Cgil e Cisl dell’Umbria che spiegano di aver richiesto per due volte un incontro all’assessore allo Sport Emanuele Prisco e al sindaco Andrea Romizi «senza però aver avuto ancora alcuna risposta, fatto di per sé inaccettabile, in quanto i problemi – scrivono – sono gravi e il futuro dei lavoratori non può essere lasciato nella totale incertezza».
Difficoltà «Le organizzazioni sindacali – continuano -, in un incontro con il presidente della Darvin, Massimo Nicolini, hanno appreso che l’azienda, a causa delle difficoltà economiche derivanti dagli aumenti delle tariffe energetiche, non è in grado di sostenere la gestione sulla base dell’importo complessivo dell’appalto stipulato a suo tempo con il Comune di Perugia, che ha imposto peraltro anche l’importo delle tariffe praticate all’utenza». Cgil e Cisl però sul piatto mettono anche problemi relativi a una «gestione poco accorta dell’attività, aggravata da alcune scelte sbagliate in tema di investimenti». Il risultato è che, come prospettato nel corso dell’ultimo incontro, la società ppotrebbe avviare una procedura concorsuale.
Il contratto La Darvin, capofila di un’Ati con «La Vannucci», «Coop London», «Pr.A.It» e «Piazzoli Sergio», nel 2007 si aggiudica la gara bandita dal Comune per la gestione di alcuni dei più importanti impianti sportivi comunali (Curi escluso) come tutti quelli di Pian di Massiano, compreso il palasport Evangelisti, il palazzetto di via Pellini e lo stadio Santa Giuliana. Il contratto con palazzo dei Priori scadrebbe il 31 luglio 2017 e prevede il pagamento alla Darvin, da parte del Comune, di un corrispettivo annuale che per il 2014 è pari a 202 mila euro più Iva (quindi 246 mila euro) per la manutenzione ordinaria, pulizia, servizi di custodia, pagamento delle utenze e costo del personale. In più l’Ati incassa i proventi derivanti dall’uso degli impianti sulla base delle tariffe orarie stabilite dal Comune e che il raggruppamento giudica troppo basse.
Crisi Il problema è che nel corso degli anni la Darvin va in crisi, tanto che dalla fine del 2013 per evitare il distacco dell’acqua e quindi l’interruzione di un pubblico servizio il Comune si è impegnato a pagare le bollette, scalando poi gli importi (nel 2014 circa tremila euro) dal corrispettivo annuale che viene versato a tranche tutti i mesi. Nei mesi scorsi era stato lo stesso Nicolini a spiegare una parte dei perché di questa situazione, che vanno dai conti non saldati da parte di alcune società sportive (molte migliaia di euro) alla crisi che ha inciso pure sull’utilizzo degli impianti (-25%) fino alla crescita del 30% del costo delle utenze. Il tutto con un corrispettivo aggiornato ogni due anni sulla base dell’indice Istat e tariffe orarie cresciute del 4,5%. A pesare poi c’è il mutuo, garantito dal Comune, per il maxi-impianto fotovoltaico installato sul tetto del Palaevangelisti. La palla ora passa a palazzo dei Priori che non ha escluso una gestione diretta in attesa di far partire un nuovo bando, operazione che richiederebbe dei mesi.
Twitter @DanieleBovi
