di Elle Biscarini e Stefania Supino

«Sciopero transfemminista contro guerre e patriarcato», recita lo striscione portato dalla marea rosa durante il corteo organizzato dall’Assemblea Transfemminista Perugia in occasione dello sciopero generale dell’8 marzo. La manifestazione, a cui hanno partecipato centinaia di persone, è partita da via XIV settembre per raggiungere piazza Italia. Tra i principali temi affrontati lungo il percorso, il divario salariale e il ddl Bongiorno sul consenso. In piazza, insieme al movimento transfemminista, presenti anche le sigle studentesche ed esponenti delle istituzioni.

IL VIDEO DEL CORTEO: «SENZA CONSENSO È VIOLENZA»

Ddl Bongiorno Nel corso della mobilitazione è stato ribadito il sostegno allo sciopero generale dal lavoro produttivo e riproduttivo – ci sia astiene quindi sia dal consumo che dal lavoro di cura, ndr. Le attiviste, in particolare, hanno denunciato il disegno di legge che prevede la modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale, proposto dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, ritenuto «un passo indietro sul tema del consenso e delle tutele contro violenze e abusi». Il ddl vuole abbandonare il modello del consenso in favore del dissenso – ossia «senza un esplicito diniego, si dovrebbe presupporre il consenso», spiegano al megafono. Una pratica che, dicono le attiviste, «scarica la responsabilità sulle vittime, anziché sui perpetratori».

Altri temi Tra i nodi al centro della protesta anche la critica al riarmo e all’economia di guerra, fattori che sottraggono risorse al welfare e ai servizi pubblici, e lo smantellamento del sistema di protezione sociale, che – secondo le organizzatrici – scarica sempre più sulle donne il lavoro di cura, «spesso invisibile e non retribuito». Durante gli interventi, è stato inoltre ribadito il sostegno alla mobilitazione nazionale di Non una di meno, rivendicando il diritto all’autodeterminazione, alla salute, al lavoro dignitoso e a servizi pubblici accessibili, chiedendo maggiori tutele contro ogni forma di violenza di genere, economica e istituzionale.

Studenti Ad intervenire al corteo sono stati anche gli studenti delle scuole medie superiori dell’Unione degli studenti – Uds, che chiedono un’educazione sessuale e affettiva «completa e accessibile in tutte le scuole, senza vincoli legati al consenso informato dei genitori, per promuovere consapevolezza, rispetto e cultura del consenso». Attenzione anche per la mancanza di accesso a contraccezione e strumenti di prevenzione, che porta a gravidanze non desiderate e aumento di malattie sessualmente trasmissibili, oltre all’urgenza di misure concrete come assorbenti e preservativi gratuiti nelle scuole. Sulla stessa linea anche Link, associazione universitaria, che denuncia gli «attacchi ai diritti riproduttivi, alle soggettività trans e queer e alle tutele contro la violenza di genere». Tra le richieste avanzate, l’introduzione di un codice anti-molestie all’Università di Perugia, servizi di supporto accessibili e collaborazione con i centri antiviolenza, oltre a maggiori tutele per chi subisce violenza durante il percorso di studi. Infine, hanno sollecitato una revisione dei programmi universitari per includere voci e prospettive di donne, persone queer e soggettività marginalizzate.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.