Una pioggia di petali di rose lasciata cadere dal tetto della basilica di San Domenico in Perugia, ha accolto l’arrivo della processione del Santissimo Sacramento, partita dalla cattedrale di San Lorenzo al termine della solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, domenica 10 giugno, festa del Corpo e del Sangue del Signore.
Tanti i fedeli che vi hanno preso parte, forse come non mai, gremendo, prima, la cattedrale e, poi, la basilica di San Domenico, ma soprattutto accompagnando il Santissimo tenuto tra le mani da mons. Bassetti lungo il percorso della processione che ha attraversato le piazze e le vie principali del centro storico. Era rappresentata tutta la comunità cristiana perugina nelle sue varie componenti: sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi, diaconi, membri delle confraternite e degli ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro, uomini e donne appartenenti ad associazioni e movimenti ecclesiali, diversi volontari dell’Unitalsi, della Croce Rossa e del Centro volontari della sofferenza, che hanno accompagnato un gruppo di disabili, ed una nutrita “pattuglia” di Scout.
Il Santissimo Sacramento, come è tradizione, ha sostato davanti ai palazzi delle sedi delle Istituzioni civili e politiche del capoluogo umbro, elevando preghiere al Signore per coloro che sono chiamati ad operare per il bene comune.
Mons. Bassetti, al termine della celebrazione in San Lorenzo, ha avuto parole di gratitudine per tutti coloro che si sono prodigati a fare della ricorrenza del Corpus Domini a Perugia un giorno di grande festa e di gioia, in particolar modo i giovani delle opere segno della Caritas diocesana. Questi ragazzi hanno realizzato con impegno e passione la grande infiorata con i simboli eucaristici davanti alla gradinata della cattedrale. «Mi hanno commosso questa mattina all’alba – ha detto l’arcivescovo – i ragazzi delle Case di accoglienza della Caritas “Il Casolare” in Sanfatucchio e il “Santuario della Madonna dei Bagni” in Casalina, che hanno creato con le loro mani l’infiorata sulla quale farò passare l’Eucaristia, cuore pulsante di speranza per tutti».
In San Domenico, a conclusione della celebrazione del Corpus Domini, mons. Bassetti ha salutato i fedeli con queste parole: «grazie per questa pubblica trasmissione di fede a Gesù nell’Eucaristia. Ne abbiamo bisogno tutti, soprattutto le nostre famiglie, i nostri giovani, le nostre comunità ed è per me momento di grande conforto».
«’Io sono il pane vivo, disceso dal Cielo, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno’. Quanto il Signore ci ha detto, quanto ha compiuto nelle sua Pasqua, noi lo celebriamo e lo riviviamo partecipando alla santa Messa». Con queste parole l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti ha esordito nella sua omelia pronunciata nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini. Il presule ha proseguito dicendo: «E’ triste dover constatare che solo una minima parte dei cristiani partecipa alla messa domenicale: in Italia – secondo alcune statistiche – non si raggiunge il 15%. Eppure proprio noi cristiani “senza la domenica non possiamo vivere”».
Mons. Bassetti ha ricordato che nel Concilio Vaticano II, del quale il prossimo 11 ottobre ricorre il 50° anniversario della sua apertura, è scritto: «“la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello, che giustamente chiama giorno del Signore o domenica”. Fratelli e sorelle, la domenica è il nostro giorno, il giorno, come dice Sant’Ignazio di Antiochia in cui “è sorta la nostra vita per mezzo di Lui e della sua morte”… Dice il beato Giovanni Paolo II: “la domenica è il giorno della Chiesa, perché giorno del signore Risorto, e quindi giorno dell’identità dei cristiani e della fede”. Perciò se non partecipi alla celebrazione eucaristica finisci per perdere quella che è la tua identità di cristiano. E’ triste, lasciatemelo dire, vedere la domenica soltanto ridotta a week-end o ad acquisti presso supermercati. Non può essere così: usciamo una volta per tutte da questa mentalità egoistica per vivere la domenica come tempo di libertà, di interiorità, di gratuità, di preghiera e di comunione».
«La partecipazione all’Eucaristia – ha sottolineato mons. Bassetti – sia veramente per tutti noi il cuore della domenica, un impegno irrinunciabile da vivere non solo per assolvere un precetto, ma come bisogno di una vita cristiana veramente consapevole e coerente». E, nell’avviarsi alla conclusione, l’arcivescovo ha detto: «Fratelli e sorelle, il Signore risvegli in tutti noi suoi figli, in tutti i battezzati, il desiderio, il bisogno profondo, la sete della domenica».Come annunciato alcuni giorni fa, anche in tutte le chiese dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini, si è pregato e si sono raccolte offerte per le popolazioni terremotate dell’Emilia Romagna, facendo proprio l’invito dalle Conferenza episcopale italiana (Cei) che ha indetto per questa solennità una “colletta nazionale”.
L’arcivescovo ha scritto una lettera rivolta a tutte le comunità parrocchiali letta durante le S. Messe di domenica, ricordando che: «tutta la Chiesa italiana si stringe oggi attorno alle care popolazioni dell’Emilia Romagna – scrive il presule – così duramente provate dal disastroso terremoto che da domenica 20 maggio non cessa di terrorizzare e provocare danni e vittime, e prega il Signore Gesù perché doni loro fortezza d’animo e consolazione. Noi, gente dell’Umbria, che ben conosciamo le sofferenze provocate dai terremoti – morti, feriti, devastazioni di case e di interi paesi, con il conseguente precario rifugio in tende e prefabbricati -, non possiamo mostrarci indifferenti di fronte all’altrui dolore. In tal modo, così come fummo aiutati noi, in occasione del terribile evento sismico del 1997, sentiamoci solidali con i fratelli dell’Emilia Romagna che hanno perso gli affetti più cari, le case e il lavoro. In questo giorno santo, in cui celebriamo la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, cioè del pane vivo che ci è offerto per il nostro sostentamento spirituale, sentiamoci un corpo solo e un’anima sola con quanti sono nel dramma e nelle privazioni. La colletta che oggi viene organizzata in tutte le chiese d’Italia – conclude mons. Bassetti – servirà per alleviare, almeno in parte, le sofferenze di tante persone. Con generosità ricevemmo, con generosità diamo oggi a chi è nel bisogno!»


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