di Dan.Bo.
«La pandemia infinita. Obbligo vaccinale: stato di diritto o stato totalitario?». È questo il titolo di un convegno, organizzato dal Comitato sanitari umbri e da quello della Provincia di Arezzo, in programma per sabato 19 novembre a Perugia. Teoricamente l’appuntamento si sarebbe dovuto tenere nella sala del consiglio della Provincia di Perugia che però, martedì, ha revocato sia la concessione del patrocinio che la possibilità di utilizzare la sala.
Il caso A sollevare il caso in giornata era stato il consigliere comunale del Pd di Perugia Marko Hromis, pubblicando sul suo profilo Facebook la locandina del convegno organizzato in vista del 29 novembre, giorno in cui la Corte costituzionale deciderà sull’obbligo vaccinale. Per partecipare sarebbe stata necessaria la prenotazione e pure il pagamento di un biglietto di ingresso (10 euro). Tra gli argomenti al centro della giornata anche le «complicanze cardiovascolari» connesse ai vaccini, la legalità o meno della loro «appropriatezza prescrittiva», gli «eventi avversi negli adulti e nei bambini». Tra i partecipanti pure Joseph Tritto che a proposito dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle agenzie del farmaco americana (Fda) ed europea (Ema) discuterà su «chi sono e al sevizio di chi». Tritto (le cui interviste nel frattempo sono state cancellate da YouTube) in passato ha parlato dell’uso militare e geopolitico di virus e vaccini, presentando pure un dossier al Tribunale penale internazionale dell’Aia.
La lettera Insomma, c’è materiale a sufficienza per saltare sulla sedia e correre ai ripari, evitando un altro caso simile a quello capitato alcuni anni fa al Comune, che patrocinò un convegno sulle scie chimiche alla sala dei Notari. E così martedì la presidente Stefania Proietti in una lettera inviata al Comitato sanitari umbri ha spiegato che l’amministrazione ha verificato «come l’evento in programma sia profondamente differente da quello indicato nella richiesta del 26 ottobre, sia per i contenuti che per le modalità con cui lo stesso si dovrebbe svolgere». Anche il volantino è risultato essere diverso da quello presentato in un primo momento. Oltre alla revoca di sala e patrocinio, la Provincia si riserva di «adottare ulteriori provvedimenti ritenuti necessari a tutela dell’immagine dell’ente».
