di Dan. Bo.
Quattro milioni di euro in meno. Una cifra enorme che mette a rischio i trasporti pubblici di Perugia. A lanciare l’allarme è il dirigente di palazzo dei Priori Leonardo Naldini, che mercoledì insieme ad altri esperti del settore, amministratori pubblici e rappresentanti dei settori di categoria, è stato ascoltato dalla Seconda commissione del consiglio regionale che ha discusso il nuovo Piano dei trasporti. «Se non ci saranno risorse supplementari – ha detto Naldini -, verrebbero quasi dimezzati i servizi». In queste settimane a palazzo dei Priori, dove si sta predisponendo il bilancio di previsione per il 2015, la dimensione del taglio intorno al quale si ragiona è questa.
Il nodo risorse Soldi, se non arriverà l’intervento della Regione, da trovare tagliando su tre capitoli: minimetrò, biglietto unico e trasporto su gomma, che ogni anno assorbe tra i quattro e i cinque milioni di euro. Naldini è poi tornato a battere su un tema molto sentito dal Comune, ovvero quello delle risorse garantite dalla Regione attraverso il fondo regionale dei trasporti. Troppo poche, secondo palazzo dei Priori, rispetto al numero di passeggeri trasportati. «Il bacino urbano di Perugia in questo momento soffre marcatamente la crisi finanziaria. Fino ad oggi – ha detto Naldini – si è retto grazie ad una contribuzione regionale che raggiunge il 60 per cento delle spese complessive per il trasporto su gomma, a fronte di una media regionale che raggiunge l’85 per cento».
Il ‘peso’ di Perugia Complici i minori trasferimenti statali e non solo, ora il Comune si trova a dover far quadrare i conti del bilancio preventivo con 18 milioni di euro in meno e, inevitabilmente, si andrà ad incidere sui trasporti a meno che non intervenga palazzo Donini: «Le risorse che il Comune di Perugia è riuscito a mettere dal proprio bilancio – ha spiegato Naldini – sarà impossibile confermarle già da quest’anno. Di fatto il Comune di Perugia mette sul trasporto pubblico molto di più di tutti gli altri Comuni dell’Umbria messi insieme. Preservare i servizi nel bacino urbano di Perugia rappresenta un interesse regionale: se crolla l’impostazione di questo bacino, crollano i numeri regionali con la conseguenza di minori trasferimenti dello Stato per il tpl».
Mobilità alternativa In tutto questo c’è anche il capitolo della mobilità alternativa, Minimetrò in primis che costa ogni anno alle casse di palazzo dei Priori circa dieci milioni di euro, senza dimenticare le scale mobili. «Dal Piano – ha detto Naldini vorremmo capire come verranno finanziati» questi mezzi che «pesano integralmente sulle nostre casse, anche se si tratta di servizi utilizzati non solo dai perugini, ma dall’Umbria nel suo complesso. E qui chiediamo che il Piano dia risposte precise e veloci. Perché sin da quest’anno potrebbe entrare in crisi l’equilibrio complessivo di questi servizi».
Twitter @DanieleBovi
