di Daniele Bovi
Dopo la dismissione di 1.850 metri quadri di uffici in via Scarlatti che pesavano sulle casse 195 mila euro all’anno, il Comune di Perugia si è messo in caccia di altri 2.000-2.500 metri quadri da affittare nella zona di Monteluce dove ospitare 226 dipendenti. La decisione è stata presa alla fine di ottobre dalla giunta di Andrea Romizi e ora il settore Contratti e patrimonio sta predisponendo un avviso pubblico per la ricerca dell’immobile dove saranno dislocati gli uffici dei Servizi Urp, demografici e statistici, il settore Servizi sociali, culturali, sportivi e alla persona, i Servizi educativi e quelli che si occupano di edilizia scolastica.
Nuovi spazi I locali (il contratto di affitto prevede la possibilità per palazzo dei Priori di recedere in qualsiasi momento con almeno 6 mesi di anticipo) dovranno avere una superficie tra 2.000 e 2.500 metri quadri, avere servizi igienici divisi per sesso di cui uno per disabili, un locale di almeno 70 metri quadri da dedicare ad archivio, spazi per armadi della rete informatica e 11 posti auto. Auto, stavolta quelle ‘blu’ e quelle di servizio, che sono uno degli elementi portanti del piano triennale di razionalizzazione approvato dalla giunta. Piani che la Finanziaria del 2008 ha reso obbligatori e che devono essere volti al contenimento dei costi per dotazioni strumentali, auto e beni immobili.
Il piano Dalle pagine del documento emerge come di ‘grasso’ da tagliare ce ne sia ben poco e, anzi, a tutela dei servizi da garantire ai cittadini e della sicurezza dei dati sarebbero necessari investimenti nel settore informatico. Tornando alle auto, quelle di servizio in dotazione al Comune sono 71 mentre quelle blu di rappresentanza sono tre. In programma c’è una progressiva eliminazione di quelle più vecchie (eventualmente si dovranno acquistare nuove a metano) e una riorganizzazione dei mezzi, con attenzione al contenimento dei costi e un obbligo a verificare, sempre, la possibilità di usare navette per trasportare più persone o mezzi pubblici.
Telefoni Quattrocento invece i cellulari attivi e 451 le utenze fisse oltre a quelle delle sedi periferiche e ai contratti per la rete internet. Attualmente, scrivono gli uffici, i costi sono in linea con le esigenze ma comunque anche qui qualche sforbiciata ci sarà: i cellulari saranno dati solo a dirigenti o a dipendenti che lavorano spesso fuori ufficio o che sono costantemente reperibili. Nel 2013 per i cellulari sono stati spesi 100 mila euro contro i 104 mila di un anno prima, mentre per i fissi 414 mila euro a fronte dei 423 del 2012 e, per il 2014, in programma c’è un’ulteriore riduzione dei costi del 5%. Quanto ai computer (in totale 1.015), i tecnici lamentano il calo degli investimenti registrato negli ultimi anni, spiegando che una macchina diventa vecchia e quindi meno sicura nel giro di 5-6 anni. Fatta la ricognizione, gli uffici chiedono un investimento in hardware di almeno 100 mila euro per il 2014 e di 170 mila all’anno per il 2015 e 2016. Il tutto anche «per salvaguardare la sicurezza dei dati». Per quanto riguarda invece le 500 stampanti, tutte sono abbastanza vecchie e quindi una soluzione, in grado di far risparmiare, sarebbe quella di noleggiarle vendendo poi quelle vetuste.
Immobili Da ultimo, riguardo agli immobili ad uso residenziale, per le case popolari (anch’esse mediamente afflitte dagli acciacchi connessi alla vecchiaia), non si può pensare a riduzioni di spesa a proposito delle manutenzioni. Nel corso di una recente riunione della commissione sulla revisione della spesa, l’assessore Calabrese giudicò eccessivo il costo di gestione per ogni vano imposto dall’Ater, che però attraverso il suo cda ha spiegato di non poterlo abbassare perché fissato a livello regionale, e quindi con validità su tutto il territorio. Per tutti gli altri immobili invece, palazzo dei Priori promette una progressiva riduzione degli affitti passivi e un uso «completo e razionale» di tutte le strutture.
Twitter @DanieleBovi
