Il Comune vende l’ex mattatoio di Ponte San Giovanni, sede da anni dell’omonimo centro sociale. La decisione è stata presa dalla giunta comunale che lo ha inserito nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni 2014-2016, approvato mercoledì dalla commissione Bilancio di palazzo dei Priori. L’inserimento dell’ex mattatoio, è scritto nella delibera, arriva dopo un’ulteriore ricognizione sugli immobili comunali fatta nel corso di quest’anno e, secondo gli uffici, il contratto è scaduto. Il valore stimato dell’immobile è di 130 mila euro e, insieme al centro sociale, a essere messo in vendita sarà un terreno a Pian di Massiano (80 mila euro), aree verdi a Sant’Enea (10 mila euro), un immobile oggi inagibile in via XIV Settembre (65 mila euro) e un lavatoio a Bagnaia (2.500 euro). Tutte stime di massima, precisa che il Comune, che potranno essere modificate in futuro.
La protesta Appresa la notizia dal profilo Facebook del centro sociale si sono subito levate proteste contro Romizi, «un ragazzetto aristocratico con la puzza sotto il naso votato dall’11% della popolazione». E giovedì dalle 14.30 sarà protesta sotto palazzo dei Priori: «Verremo – dicono – a farti i complimenti di persona. Se “gl’atti en questi”, saranno i cinque anni più lunghi della tua vita». Il Csoa critica duramente la vendita, ricordando i 15 anni di «autogestione, attività, politica, concerti, laboratori sacrificati in nome della spending review e della austerity. Ecco il nuovo che avanza, ecco che chi si propone di interpretare il cambiamento dopo 60 anni di guida del centro sinistra in città (come se anche loro non ci avessero provato più volte!), impone la sua innovativa visone del futuro: chiudere spazi di aggregazione e socialità in periferia, in nome del fare cassa e più in generale svendere il patrimonio immobiliare».
Assestamento La commissione poi ha dato il via libera anche all’assestamento di bilancio, che prevede maggiori entrate per 5,4 milioni e sei milioni di minori uscite. Per quanto riguarda le entrate, 400 mila euro in più sono attesi dal recupero dell’evasione (tema al centro dell’integrazione ad una accordo preesistente firmato nei giorni scorsi da Comune e Guardia di finanza) e 150 mila dall’imposta sulle pubbliche affissioni. Stessa cifra, stavolta però con il segno meno di fronte, per l’imposta di pubblicità mentre 470 mila euro in meno sono previsti per il rimborso Imu sui fabbricati destinati a uso economico. Quasi 3,6 milioni invece attengono al saldo del rimborso, da parte dello Stato, dell’Imu sulla prima casa. Passando alle uscite, nell’assestamento ci sono 450 mila euro (di cui 350 mila messi dalla Fondazione Cassa di risparmio) per il secondo stralcio dei lavori per piazza Matteotti, 370 mila (300 mila dalla Fondazione) per piazza Fortebraccio e 130 mila (100 mila sempre dalla Fondazione) per sistemare la piazza di fronte al nuovo cinema Postmodernissimo.
Maggiori spese Sempre rimanendo in tema di maggiori spese, tra le più importanti è da segnalare il milione di euro in più per il personale (700 mila solo relativi ai ‘premi’ per i dirigenti) e 350 mila per le spese legali. Per il sociale l’aumento è di 200 mila euro e per il biglietto unico (nell’ambito dell’accordo Unico Perugia) di 565 mila euro. Inoltre, coloro che in questi mesi di lavori hanno controllato i cantieri delle scale mobili sono costati a palazzo dei Priori 250 mila euro. Altri 300 mila euro invece serviranno per pagare gli interessi passivi sulle anticipazioni di tesoreria.
