La Fonte dei tintori

di Daniele Bovi

È la Fonte dei tintori il «bene bandiera» che il Comune di Perugia ha scelto approvando le linee di indirizzo e le modalità per applicare l’Art bonus. Arrivato con un decreto nel maggio scorso, l’Art bonus voluto dal governo dà la possibilità, a persone fisiche così come alle imprese che vogliono fare delle donazioni, di usufruire di un consistente credito d’imposta: 65 per centro nel 2014 e 2015 e 50 per cento nel 2016 fino a un massimo, per persone fisiche ed enti commerciali, del 15 per cento del reddito imponibile; per chi ha redditi d’impresa invece il limite è del 5 per mille dei ricavi. I soldi vanno destinati alla manutenzione, protezione e restauro di beni pubblici, al sostegno di luoghi come musei, biblioteche, archivi, parchi e così via nonché alla realizzazione di nuovi spazi per la collettività.

Bene bandiera Con la delibera la giunta comunale ha deciso di evitare il rischio di dispersione delle risorse raccolte in mille rivoli, elencando quattro beni meritevoli di cura sui quali concentrare gli sforzi. Il primo, come accennato, è la Fonte dei tintori per la quale vengono messi a preventivo 150 mila euro. Situata nella zona della Conca, dove nell’antichità anche grazie all’abbondanza di acqua erano presenti concerie e tintorie, la Fonte è in via San Galigano e forniva l’acqua proprio ai tintori; uno dei numerosi beni pubblici attraverso i quali veniva assicurata questa fondamentale risorsa alla cittadinanza.

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La lista Dopo la Fonte il Comune ha scelto le statue dei giardini del Frontone e il complesso dell’anfiteatro, per i quali spera di raccogliere 50 mila euro. E poi ancora ci sono la fonte di Maestà delle volte, uno degli angoli più suggestivi e fotografati della città (25 mila euro) e il pozzo di San Francesco (10 mila euro). Chi vorrà potrà destinare risorse anche senza indicare un intervento preciso (in questo caso la somma sarà impiegata per il «bene bandiera»), con il Comune che si riserva di fare gli interventi anche per stralci funzionali o di integrare, anche attraverso sponsorizzazioni o stanziando risorse apposti, le somme che non dovessero bastare ad attuare un intervento.

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Le regole La donazione minima prevista è di cento euro e, ovviamente, chi vorrà potrà decidere di finanziare integralmente un lavoro o, sempre aprendo il portafoglio, proporre altri interventi. Sul sito web del Comune verrà aperta una sezione apposita in cui tutte queste informazioni saranno riportate, mentre il progetto sarà supportato da una campagna di comunicazione e anche da un protocollo con l’ordine dei commercialisti che dovrà svolgere la funzione di ‘promotore’ dell’Art bonus. Una possibilità, quella offerta dal decreto, che non sostituisce le elargizioni liberali come quella fatta da Brunello Cucinelli per l’Arco etrusco o i contratti di sponsorizzazione che permettono allo sponsor, una volta finanziato un intervento, di promuoversi.

Twitter @DanieleBovi

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