di Daniele Bovi
Niente più cassonetti interrati, come invece previsto nel programma elettorale. L’orizzonte al quale ora l’amministrazione comunale di Perugia e Gesenu guardano per riorganizzare il sistema di raccolta dei rifiuti in centro è un altro. A spiegarlo è stato il vice sindaco Urbano Barelli nel corso della conferenza stampa in cui sono stati resi noti i numeri del bilancio di previsione 2015. Benché sia ancora da mettere a punto nei dettagli e da condividere ulteriormente con i residenti, lo schema è questo: il porta a porta rimarrà, ma a sparire saranno i sacchetti dai marciapiedi. I rifiuti verranno messi in piccoli mastelli, cioè in piccoli secchi, che poi saranno svuotati in giorni prestabiliti.
Ecobus Le dimensioni dei mastelli varieranno a seconda che la raccolta riguardi singole abitazioni, condomini o intere vie. Ma la vera novità consiste nell’arrivo dell’Ecobus, ovvero di un piccolo mezzo che, in giorni e in orari prestabiliti, sosterà in vari punti del centro per 30 minuti per raccogliere le tipologie di rifiuti che non sarà stato possibile buttare secondo il programma «ordinario». Un modello, spiega l’amministrazione comunale, che sta dando ottimi risultati a Treviso, una delle città più avanzate su questo fronte. Novità ci saranno anche nella distribuzione dei sacchetti, oggi affidata a due macchine automatiche (una alla Rocca Paolina, l’altra a palazzo Grossi) che molto spesso però si inceppano. E così una mano su questo fronte la daranno le associazioni del centro.
BILANCIO DI PREVISIONE 2015: ECCO LE NOVITÀ
Sconti Con questo progetto palazzo dei Priori punta a realizzare un risparmio importante e a incrementare la raccolta differenziata fino al 73 per cento (oggi è oltre il 65 per cento), avviando nel contempo la macchina che dovrà portare alla tariffa puntuale. Insomma, nel complesso un sistema che nelle intenzioni della giunta mira a un maggior decoro e a vantaggi per il portafoglio. Spostando l’attenzione fuori dalle mura del centro invece, c’è una notizia positiva per circa duemila famiglie che abitano in quelle zone dove ci sono impianti o discariche. I circa 270 mila euro del contributo per il disagio ambientale incassati dal Comune infatti, palazzo dei Priori li userà per alleggerire il peso della Tari: le possibilità, a seconda della vicinanza all’impianto, vanno da un esonero totale a riduzioni importanti. Le aree interessate sono ad esempio quelle di Pietramelina, Borgogiglione, Sant’Orfeto e Ponte Rio.
Rebus Gesenu In questo quadro c’è da capire che piega prenderà il rapporto tra palazzo dei Priori e Gesenu, della quale il Comune possiede il 45 per cento. Mentre va avanti il confronto con il sindacato sui tanti dossier aperti, dall’azienda arrivano rumors a proposito di una situazione di bilancio tutt’altro che rassicurante. Romizi, interrogato sul punto, non conferma né smentisce spiegando che fornirà i numeri a tempo debito: «La partita è complessa – dice ai giornalisti – e in questi giorni stiamo verificando le varie ipotesi di bilancio. Di sicuro però anche per quest’azienda servono nuove prospettive». Di più il sindaco non dice. Sul tema rifiuti poi l’Associazione consumatori utenti giovedì ha chiesto un incontro all’amministrazione per affrontare problemi come «l’antiquato sistema organizzativo di raccolta, di smaltimento e di recupero dei materiali riciclabili che si scaricano pesantemente in modo esagerato e ingiustamente su quanto pagano gli utenti».
Twitter @DanieleBovi
