di Daniele Bovi
Le procedure che avrebbero dovuto portare allo sgombero del Centro sociale Ex mattatoio di Ponte San Giovanni si sono fermate. Lunedì i ragazzi del Csoa, che avrebbero dovuto abbandonare la struttura gestita da 15 anni entro il 20 aprile, hanno protestato in consiglio comunale e, dopo l’incontro a margine della seduta del consiglio, mercoledì hanno di nuovo visto il sindaco Andrea Romizi e l’assessore Dramane Waguè. Come primo risultato è stata ottenuta una sospensione delle procedure e per il momento una nuova data non è stata fissata. Al contempo è stato deciso di dare vita ad un tavolo tecnico tra palazzo dei Priori e i rappresentanti del centro sociale, con lo scopo di trovare una soluzione della vicenda.
In vendita Nelle settimane scorse palazzo dei Priori aveva inserito lo stabile di Ponte San Giovanni tra i beni da mettere in vendita, fatto che ha scatenato subito la protesta del Csoa. L’associazione che gestisce il centro sociale è stata dichiarata morosa e ora vengono richiesti, tutti insieme, 21 mila euro. A spiegare la situazione, in un’intervista a Radiophonica dopo l’incontro con il sindaco, è Riccardo Fanò: «Quest’anno – spiega è stata dichiarata la morosità mentre negli anni scorsi non è stato così».
Il contratto Alla base di quella scelta però non c’è un favoritismo bensì un contratto che prevedeva una forma di sconto sull’affitto, ’pagato’ attraverso i lavori che venivano fatti a beneficio della struttura. «Non si capisce come mai – continua Fanò – vengono richiesti questi soldi adesso. Se nel passato questa morosità non è stata mai dichiarata perché ora accade ciò?». In attesa dell’insediamento del tavolo e del prosieguo delle trattative, il Csoa porterà avanti una «mobilitazione continua, dato che fino ad oggi ha portato ad ottimi risultati».
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