«Guardando a te, Ercolano, ringraziamo le tante persone» che «sono la testimonianza di come sia possibile “vivere appassionatamente anche in mezzo alle complessità del presente”». Lo ha detto il vescovo di Perugia, monsignor Ivan Maffeis, durante l’omelia della celebrazione in ricordo del martirio di Sant’Ercolano, patrono di Perugia e dell’Università. Alla festa liturgica hanno infatti partecipato anche la sindaca Vittoria Ferdinandi e il rettore Massimiliano Marianelli, davanti ai quali il vescovo di Perugia ha detto: «Ercolano, con il tu servizio, sei stato una guida sicura e autorevole per tutta la comunità, perché non ti sei comportato da mercenario, ma – da buon pastore – hai saputo dare la vita per le persone a te affidate e hai pagato il tuo coraggio con il martirio».

Monsignor Maffeis ha poi detto: « «Noi, oggi, abbiamo ben altro per la testa – ha proseguito l’arcivescovo –, che servizio, coraggio, il martirio…, preoccupati come siamo di non avere troppi problemi. Abbiamo imparato a evitare con cura di lasciarci coinvolgere da quello che accade accanto a noi, come pure siamo diventati abili a rifiutare impegni stabili, duraturi, a legarci, a riconoscerci parte attiva di una comunità».

Soffermandosi sulla figura del Santo patrono, il vescovo di Perugia nella suo omelia ha poi aggiunto: «Guardando a te, Ercolano, ringraziamo le tante persone che, come te, già vivono la logica del Vangelo e si impegnano con disponibilità nella terra della famiglia, in quella degli affetti e del lavoro, nella terra della nostra Chiesa e in quella – altrettanto sacra – della nostra Città. Sono la testimonianza di come sia “possibile vivere appassionatamente anche in mezzo alle complessità del presente”».

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