Cambia la cooperativa del servizio di assistenza scolastica e da lunedì nelle scuole di Perugia saranno operativi metà degli educatori che affiancano i ragazzi disabili. Succede a Perugia dove all’esito di una procedura di gara il servizio è passato dalla coop locale Borgonovo a una coop sociale di Pavia, in cui però sono confluiti soltanto 60 dei 120 assistenti scolastici che si contavano nelle classi prima delle festività di Natale, perché tutti gli altri hanno scelto di restare all’interno della Borgonovo, con mansioni differenti, anziché licenziarsi e diventare dipendenti di una realtà che non conoscono.
In classe da lunedì metà degli educatori per disabili Da lunedì 10 gennaio, dunque, i ragazzi disabili e le rispettive famiglie faranno i conti con l’amara sorpresa di un servizio erogato a metà. Una problematica, questa, che inevitabilmente sta facendo molto discutere in città, creando tensioni e rimpalli di responsabilità. In questo quadro, dunque, si inserisce la lettera firmata dagli educatori che hanno scelto di restare con la coop umbra Borgonovo e invia al sindaco di Perugia, Andrea Romizi. «A noi costa molto, i nostri ragazzi, le famiglie e le scuole lo sanno benissimo, rinunciare a un servizio che svolgiamo da anni, ma siamo cooperatori sociali perugini e sarebbe ancora più penoso diventare dipendenti di un soggetto ignoto e lontano, lasciando la cooperativa che ci appartiene e con cui ci diamo lavoro per cercare di essere utili in tanti settori della vita sociale cittadina» spiegano in una nota firmata nominalmente dai 60 educatori, che intervengono anche per rimarcare che «non si dica, tanto meno da parte dell’amministrazione comunale, che se il servizio non dovesse essere all’altezza delle promesse altrui e se cesseranno molte continuità relazionali tra noi, i nostri ragazzi e le nostre scuole, sia colpa nostra».
La lettera al sindaco: «Ognuno si assuma le proprie responsabilità» Nel documento inviato al sindaco di Perugia «sulla gara condotta a metà anno scolastico e ora aggiudicata a una coop lombarda» si legge anche che «le critiche più o meno velate che ci vengono mosse contengono, secondo noi, anche un cortocircuito logico incomprensibile: se la continuità assistenziale ed educativa era veramente una necessità primaria in questo servizio, è sensato che siano state premiate l’offerta e l’équipe di lavoro di un soggetto estraneo alla nostra città? Ognuno – dicono gli educatori – si assuma le proprie responsabilità. L’amministrazione comunale, legittimamente, ha scelto la gara d’appalto e questa ha condotto a un cambiamento. Come si può ora pretendere che tutto resti com’era? Se si cambia è ovvio che le cose saranno diverse».
Le firme Il documento è firmato dagli operatori socio educativi Monica Baiocco, Ivan Bartolini, Luigi Bettelli, Alessia Biagiotti, Chiara Bifarini, Miriam Billeri, Sara Boila, Hanane Boudrouss, Gianluca Brugoni, Simona Bruno, Simonetta Bruschini, Nastascia Bucarini, Andrea Caggianese, Sante Camassa, Marta Castellani, Marta Cesarini, Angela Cesario, Monica Dittamo, Barbara Fabrizi, Chiara Farinelli, Silvia Fedon, Francesca Fiorucci, Ambra Formichetti, Loredana Frattegiani, Eugenio Grazioli, Patrizia Greco, Manuele Liberati, Paolo Licitra, Laura Longetti, Clorinda Mancini, Francesca Manfredi, Debora Milani, Antonio Monzillo, Maria Luisa Moriconi, Grazia Motolese, Nicola Papa, Alessandro Parisi, Marie Lena Patron, Fulvio Pazzaglia, Massimo Presciutti, Emanuele Principi, Maddalena Proietti, Michele Quadrelli, Daniele Quintavalle, Nicola Rallo, Filippo Rizzi, Alessandra Rosati, Daniela Salvucci, Pamela Sciamanna, Sheila Silva Huanuco, Valentina Tassi, Arianna Tei, Giulia Tonelli, Eleonora Truffarelli e Caterina Vermicelli
