di D.B.
Ogni giorno che passa aumenta sempre di più il volume della protesta contro il provvedimento del Governo che impone all’Anas di introdurre il pedaggio sui raccordi autostradali, compreso il Perugia-Bettolle. Dopo la ferma opposizione delle istituzioni locali umbre interessate dal passaggio della superstrada, al coro di no si stanno per unire gli amministratori dei Comuni toscani della province di Siena e Arezzo e la Cna provinciale di Perugia, che si dice «pronta ad una grande iniziativa di mobilitazione». A Perugia invece i consiglieri comunali del Pd pensano ad un ricorso al Tar sullo stile di quanto fatto per il Grande Raccordo Anulare.
Il Pd si mobilita «Ad attivarsi però non sono state solo le istituzioni – spiegano in una nota i consiglieri comunali del Pd perugino – anche la segreteria provinciale del nostro partito ha discusso della questione e ha promosso una raccolta firme sia online che cartacea. Le iniziative procedono in maniera molto partecipata dai cittadini, non solo in pochissimo tempo abbiamo ricevuto numerose adesioni al gruppo facebook, ma è partita anche una raccolta di firme online, alla quale a breve seguirà una petizione cartacea nei comuni interessati dal provvedimento».
Il ricorso al Tar I consiglieri democrat attaccano poi i parlamentari Pdl che «ritengono il pedaggio inevitabile ed il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti specifica che anche gli umbri dovranno pagare. Appare chiaro come i rappresentanti del Pdl non abbiano a cuore né chi li ha eletti, né le loro città, che avranno solo problemi da questo provvedimento. E’ un peccato che in questa situazione non si sia raggiunta un’unità d’intenti indispensabile». Da qui, la decisione di ricorrere al Tar.
Cna: è una gabella, pronti alla mobilitazione Di vera e propria «gabella di antica memoria» parla invece la Cna provinciale di Perugia tramite il suo presidente Renato Cesca, che ritiene il pedaggio «una misura iniqua e fortemente lesiva della concorrenza per le piccole imprese dell’Umbria e in particolare per quelle del Trasimeno». L’associazione scende quindi sul piede di guerra e pensa ad una grande iniziativa di mobilitazione, sostenendo poi che l’introduzione del pedaggio porterebbe danni non solo alle imprese ma anche a tutto il sistema turistico. Sullo sfondo la Cna adombra un altro potenziale «nemico» del turismo come l’introduzione della tassa di soggiorno che, insieme al pedaggio, «costituirebbe una doppia penalizzazione per un territorio strategico». Un modo alternativo su come spendere i 150 milioni necessari alla realizzazione delle «stazioni di pedaggio» la Cna ce l’ha: «Va rafforzata – spiega Cesca – la viabilità secondaria a cominciare dal “Nodo di Perugia”».

