A piedi, in bicicletta, in auto, in treno o in autobus poco importa, l’importante è marciare. Arriveranno da 466 città i partecipanti alla Marcia della pace Perugia-Assisi che prenderà il via domenica mattina alle 9 dai giardini del Frontone, per concludersi intorno alle 15 alla Rocca maggiore di Assisi: ragazze e ragazzi, bambini e bambine, giovani, studenti, famiglie, cittadini e rappresentanti di gruppi, associazioni, organizzazioni, scuole, comuni, province, regioni e altre istituzioni dietro un solo striscione: «Vincere l’indifferenza». A loro e ai promotori è arrivato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Fermare le guerre – scrive il Capo dello Stato – non è solo possibile ma, anzi, è un dovere della comunità internazionale. Tante vite spezzate, tante famiglie disperate e sconvolte, tanti bambini uccisi, anche in questi giorni, scuotono la nostra coscienza. Non ci si può rassegnare alla strage e alle violenze di Aleppo». Mattarella si rivolge in modo particolare «ai giovani, che esprimono la loro speranza di vedere cancellate le guerre, le violenze e le limitazioni dei diritti umani in ogni angolo del mondo» e ai quali «anzitutto tocca far sentire la loro voce. La pace – conclude il presidente – è questione che non interpella solo i vertici delle Nazioni o ristrette classi dirigenti. I popoli subiscono le conseguenze delle guerre. È da loro che può venire una nuova stagione di cooperazione, di sviluppo sostenibile, di rispetto reciproco».
I famigliari di Raffaella Presta Tra le decine di migliaia di persone attese ci sono anche i famigliari di Raffaella Presta, uccisa barbaramente dal marito, nella loro casa di Perugia, il 25 novembre dello scorso anno. I genitori e la sorella gemella di Raffaella arriveranno dalla Puglia per marciare a fianco delle donne e degli uomini che con la loro presenza testimonieranno contro la violenza di genere. Ad annunciare la presenza della famiglia Presta sono stati venerdì durante una conferenza stampa che si è tenuta a Perugia Gemma Paola Bracco, Consigliera di parità della Provincia di Perugia e Flavio Lotti, coordinatore della Marcia e direttore della Tavola per la pace. Nel corso dell’appuntamento di domenica dunque sarà lanciato anche un appello contro tutte le violenze che troppe donne di ogni estrazione e condizione sociale vivono quotidianamente. Un impegno a dire «basta» che vedrà unite le organizzazioni e le associazioni del territorio in prima linea per costruire antidoti a questo virus che si annida in ogni luogo. La famiglia Presta, come ha ricordato il loro legale, l’avvocato perugino Marco Brusco, ha deciso subito di accettare l’invito e domenica verrà anche letto, prima della partenza del corteo, un messaggio che si conclude così: «In ricordo di Raffaella e perché questi fenomeni, dalle cifre allarmanti, non si verifichino più saremo presenti alla Marcia della Pace Perugia-Assisi per ribadire con forza il nostro no alla violenza, perché la vita è un diritto che deve essere tutelato».
FOTOGALLERY: LA MARCIA NOTTURNA
Il programma Tra gli appuntamenti che si terranno prima di domenica, ci sarà (sabato alle 11.30 in Provincia) anche un appuntamento del comitato promotore della Marcia, dal titolo «La pace costruita dalle città», a 30 anni dalla nascita del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani. Intorno a un tavolo i vertici di Comune, Regione e Provincia oltre a Flavio Lotti, al sindaco di Assisi Stefania Proietti, Andrea Ferrari, presidente del Coordinamento, Enrico Paissan, tra i fondatori del Coordinamento, Piero Piraccini, coordinatore della Tavola della pace e Sergio Bassoli, coordinatore della Rete della pace. Poi alle 16, al centro congresso «Capitini», l’incontro con studenti e insegnanti che parteciperanno alla Marcia. Oltre a loro ci saranno, tra gli altri, la parlamentare europea Cecile Kyenge, Federico Mayor, ex direttore generale dell’Unesc e ora presidente della Fondazione per la cultura della pace, Tegla Loroupe, maratoneta, campionessa mondiale e leader della squadra dei rifugiati alle Olimpiadi di Rio, Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni, il vescovo di Perugia Paolo Giulietti e tanti altri. Alle 21.30 poi, nei locali di Umbrò, il «Concerto per la pace» del Trasimeno gospel choir.
SABATO ANCHE LA CONFERENZA SU EUROPA E MEDITERRANEO
Sinistra italiana Tra i tanti partiti che hanno dato la loro adesione c’è anche quello di Sinistra italiana con una delegazione di suoi rappresentanti del coordinamento regionale e con una nazionale guidata da Nicola Fratoianni e Stefano Fassina. «Per noi – scrivono – è un impegno importante, in un momento in cui in Siria e in tante altre parti del mondo la guerra sta provocando decine di migliaia di morti e di persone in fuga. Non possiamo girarci dall’altra parte, non possiamo tacere, perché sappiamo quanto sia importante la pace non solo per chi vive l’orrore delle bombe e del terrorismo, ma anche per il futuro di tutti noi». Di «appuntamento fondamentale» parla anche il deputato di Si Giulio Marcon: «Per dirla con don Tonino Bello – scrive – non è solo una marcia “per consolare gli afflitti, ma per affliggere i consolati”: per dire le cose come stanno, per smuovere le coscienze, per spingere all’azione concreta. Al governo italiano i marciatori da Perugia ad Assisi ricordano il 9 ottobre e ogni giorno che non basta dichiarare a parole di stare dalla parte della pace, ma che per essere coerenti bisogna ridurre le spese militari».
