di Daniele Bovi
«Non voglio tornare a fare il cameriere a nero in Calabria; voglio studiare e diventare qualcuno, ma ce lo devono permettere». Incide la carne via degli studenti dell’Umbria, così come del resto d’Italia, la modifica dei parametri per il calcolo dell’Isee; grazie a un maggior peso di quelli che riguardano il patrimonio infatti, da un anno all’altro e senza che la situazione finanziaria della famiglia di provenienza sia sostanzialmente mutata, centinaia di ragazzi che studiano in Umbria (almeno 200 secondo le prime stime) si sono visti negare quest’anno la borsa di studio, oppure sono stati spostati in una fascia più alta e quindi pagano più tasse, o magari devono pagare l’alloggio all’interno dello studentato. Insomma, la modifica voluta dal governo sta creando problemi seri a ragazzi e famiglie. Per parlare di tutto questo e di come proseguire la lotta mercoledì pomeriggio nell’aula magna di Lettere l’Udu ha indetto un’assemblea di Ateneo, dove hanno preso la parola coloro che stanno subendo le conseguenze del nuovo Isee.
I racconti Le parole citate in apertura sono quelle di un ragazzo calabro che studia Giurisprudenza mentre un altro, con la media del 28 a Medicina, racconta cosa gli sta succedendo: «Non ho più la borsa di studio – dice – perché ho la casa di proprietà, dove vivo con mia madre dato che i miei sono divorziati. Sono stato spostato in seconda fascia e sui soldi della borsa di studio ci contavo, anche perché i nostri libri sono molto cari». Con una risata amara qualcuno chiama queste vittime del nuovo Isee «gli esodati». Martedì l’Udu ha incontrato il rettore Franco Moriconi, al quale sono state spiegate quelle che sono le richieste: in primis, hanno riferito Andrea Marconi, Dario Sattarina e Tiziano Scricciolo, che i maggiori incassi derivanti dal nuovo Isee siano impiegati a favore degli studenti che ne hanno bisogno, poi la costituzione di un tavolo tecnico (da istituire subito dopo il termine ultimo per le iscrizioni, spostato al 30 ottobre) per trovare soluzioni spendibili già relativamente a quest’anno accademico, mentre per quello venturo la trattativa sarà impostata nel corso dei prossimi mesi.
MINISTERO VALUTA POSSIBILITÀ DI NUOVO DECRETO
Le richieste Al rettore, che si è detto disponibile a dare vita al tavolo, è stata anche avanzata la proposta di una rimodulazione delle fasce e lo scorporo, ai fini del calcolo dell’Isee, della borsa di studio percepita nell’anno precedente; l’Ateneo infatti ne tiene conto, mentre l’Adisu no. Gli studenti faranno pressione affinché i soldi dell’«extragettito» vengano subito bloccati e durante l’assemblea è stato chiesto di spiegare diffusamente ai colleghi (nei mesi scorsi è stata data vita anche a un apposito sito e a una pagina Facebook) cosa sta succedendo e le conseguenze che il nuovo calcolo comporta. «Dobbiamo lanciare l’allarme – dicono i ragazzi dell’Udu – a livello di Ateneo perché su questo tema c’è troppo silenzio. Anche la Regione deve fare la sua parte garantendo le risorse che servono. Potrebbe servire poi un ulteriore momento di protesta», tutto ancora da pensare e da definire. Quel che è sicuro, è che non si possono perdere benefici relativi a tasse, alloggio, mensa e non «solo perché dei numeri sono stati gonfiati».
Aule studio Sul fronte dei servizi intanto, si amplia l’offerta di aule studio dotate di servizio automatico di controllo. Venerdì alle 15, come spiega l’Ateneo, verrà attivato in quella intitolata al professor Paolo Ceccherelli, in via Elce di Sotto, aperta da quasi un anno e che, grazie all’automazione degli accessi, gli studenti potranno utilizzare 24 ore al giorno. L’aula rimarrà «spazio di lettura» per la biblioteca dalle 8 alle 17 dal lunedì al venerdì; dalle 17 alle 8 e per tutto il fine settimana, invece, è previsto l’accesso automatico degli studenti con controllo delle presenze attraverso l’apposito sistema di riconoscimento. A pochi giorni fa invece risale l’inaugurazione di un’altra aula studio dotata dello stesso servizio, quella a Sant’Ercolano negli spazi dell’Urbana center. Qui l’accesso sarà garantito tutti i giorni dalle 16 alle 6 e 24 ore su 24 nel week end.
Twitter @DanieleBovi
