Il Comune vara un piano per cambiare il sistema cittadino degli asili

di Daniele Bovi

Riguarda anche l’istituzione di 18 «nidi familiari», da quattro bimbi ciascuno compresi quelli della famiglia ospitante, il piano che rimodula tutto il servizio legato agli asili nido approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale di Perugia. Per il momento, delle linee guida che dovranno tradursi in misure concrete nel giro di un anno. Un aggiornamento non più rinviabile poiché il sistema cittadino, scrive lo stesso esecutivo, «segna il passo». Base di partenza per il lavoro del Comune è stata la fase di ascolto dei rappresentanti delle famiglie e di tutti soggetti interessati: i principali problemi segnalati riguardano la riduzione delle liste di attesa, la revisione dei criteri di accesso al servizio e il suo miglioramento, la necessità di misurare con precisione la qualità dello stesso e la stabilizzazione dei gruppi che lavorano con i bambini.

Indagini periodiche In un quadro di questo tipo, con la sottolineatura di palazzo dei Priori sulla scarsità di fondi messi a disposizione dal Governo, le aree di intervento pensate dal piano sono tre: qualità, efficacia e sostenibilità. Qualità significa ad esempio dare vita a indagini periodiche che misurino qualità e soddisfazione degli utenti, più incontri periodici con i genitori e più formazione del personale. Un problema fondamentale è poi quello delle strutture definite «datate»: qui, oltre a fare quello che si può con le risorse date, il Comune vuole aprire ai privati per trovare i soldi da investire; riorganizzare tutta l’area che si occupa del coordinamento pedagogico è poi un altro degli obiettivi.

Abbattere le liste d’attesa Centrale è la questione dei pochi posti a disposizione: entro settembre 2012 perciò si vuole modificare il cosiddetto indice di ricettività (ossia il rapporto tra posti disponibili e richieste). In pratica si varierà il rapporto tra metri quadri disponibili e bambini cercando, laddove possibile e dopo tutte le verifiche del caso, di creare più posti in una struttura. E’ questo quindi uno dei punti cardine del piano per cercare di abbattere le liste d’attesa, da affiancare a quello sui nidi familiari. Le modifiche interesseranno, come detto, anche i criteri di accesso: più peso avranno ad esempio le nuove forme contrattuali, molto spesso precarie, la disabilità e il numero di figli.

Fasce d’orario Di fronte ai genitori che lamentano fasce d’orario troppo rigide che non rispondono ai bisogni delle famiglie, il Comune risponderà con una revisione degli orari e con un’estensione del tempo da concordare con tutta l’utenza interessata. Sul piano della sostenibilità invece palazzo dei Priori pensa a stringere su tutte le voci di costo così da poter reinvestire i proventi per migliorare la qualità del servizio. Per garantire poi la stabilità dei gruppi di lavoro, il Comune varierà il rapporto numerico tra educatore e bambino avvicinandolo a quello delle altre realtà: a partire da settembre si ricorrerà solo al personale di ruolo, mentre il tempo determinato verrà utlizzato per il supporto all’handicap o per le supplenze. Su tutto poi varrà un principio: l’organico di un asilo verà determinato tenendo conto esclusivamente del numero degli iscritti.

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