di D.B.
Lungo la Perugia-Ancona non ci sono operai al lavoro, ruspe e camion sono fermi fino a data da destinarsi. Questo, al momento, è l’unico punto certo intorno all’annosa vicenda della quale si è tornato a parlare mercoledì a Roma, dove i vertici della Quadrilatero Dirpa Scarl (la società che avrebbe dovuto portare a termine i lavori) hanno assicurato ai sindacati che entro aprile dovrebbe essere completata la cessione dei suoi asset e di quelli di Impresa spa. Operazione facilitata dall’aver incassato l’ok del ministero dello Sviluppo economico ai programmi dell’amministrazione straordinaria. Sulla riapertura dei lavori l’amministratore delegato di Quadrilatero Eutimio Mucielli e il presidente Guido Perosino hanno spiegato che si sta definendo un cronoprogramma che consenta di «riaprire il prima possibile» i cantieri.
Serve azienda solida Sia l’azienda che i sindacati hanno sottolineato l’importanza che «nell’ambito del programma di cessioni degli asset di Dirpa e Impresa – è detto in un comunicato – venga individuata una azienda solida che possa portare a conclusione i lavori con le dovute attenzioni nei confronti delle aziende sub affidatarie, e di trasferire sui lavori della Perugia-Ancona tutte le positive esperienze maturate nella realizzazione della direttrice Foligno-Civitanova Marche». E della Perugia-Ancona si è parlato anche giovedì, sempre a Roma, dove al ministero dei Trasporti il presidente delle Marche Gian Mario Spacca ha incontrato il sottosegretario alle Infrastrutture Rocco Girlanda. «C’è uno spiraglio che prende consistenza per la ripresa dei lavori sulla direttrice Ancona-Perugia – dice Spacca -, grazie al forte interesse del mercato che si concretizza su questo progetto, anche in virtù del fatto che l’opera è già completamente finanziata. Ci auguriamo che le previsioni di una vicina riapertura dei cantieri possano essere confermate».
Smacchi: serve chiarezza Rassicurazioni e previsioni non tranquillizzano il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, che in una nota chiede non cronoprogrammi bensì «parole di chiarezza di fronte ai cittadini ed alle istituzioni». Questo perché anche se si giungesse alla vendita degli asset entro aprile «saremmo comunque di fronte – scrive – ad un fermo dei cantieri che supererebbe i sei mesi». «Tutto ciò – aggiunge – mentre molte aziende e professionisti locali che hanno operato nei cantieri rischiano di saltare (se non lo hanno già fatto), e lo stesso tratto di competenza Anas è altrettanto fermo. Sarà mia cura pertanto, chiedere con urgenza al presidente della Seconda commissione consiliare, la convocazione dei vertici di Quadrilatero e dei rappresentanti legali di Dirpa e Impresa spa in audizione, al fine di avere il quadro reale di una situazione ormai non più tollerabile».
