di D.B.
Mattinata di protesta a Pianello (Valfabbrica) dove il Pd dell’Alto Chiascio ha dato vita ad un presidio per chiedere che i lavori sulla Perugia-Ancona riprendano al più presto. Nel cantiere sono arrivati consiglieri regionali, parlamentari, gli assessori comunali di Perugia Liberati e Cardinali, sindaci, i vertici di Ance Umbria e il presidente del consiglio provinciale di Perugia Giacomo Leonelli. I lavori di un’opera interamente finanziata sono, ancora una volta, bloccati a causa delle difficoltà che sta attraversando Impresa Spa, la società affidataria dei lavori.
Credito o nuova società Pochi giorni fa, nel corso di un’audizione a palazzo Cesaroni, il presidente della Quadriatero Galia ha «auspicato» che Impresa possa ottenere «una linea di credito per poter far ripartire la macchina della produzione. L’alternativa – ha spiegato ai consiglieri – è quella di affidare i lavori anziché alla società Impresa spa ad altra società. Su questo si sta lavorando considerando l’importanza della realizzazione di questo asse stradale Perugia-Ancona, a cui manca il tratto Pianello Valfabbrica. Rimangono soltanto 40 milioni di euro di lavori da fare per completare l’opera. Il costo dell’intero asse ammonta a 135 milioni. Il contratto prevede il termine dei lavori entro dicembre 2013 e l’auspicio è quello di rispettare questa scadenza».
Opera strategica «Il cantiere – ha detto la deputata umbra Marina Sereni – deve riaprire al più presto. Così si compromette un’opera già finanziata. Governo e Anas devono intervenire immediatamente». Questo perché, osserva Leonelli, «la Perugia-Ancona è un’infrastruttura fondamentale per il nostro territorio». Il consigliere regionale Andrea Smacchi torna invece a sollecitare un confronto istituzionale in sede ministeriale, annunciando anche che la mobilitazione andrà avanti fino a quando non si arriverà ad una soluzione: «Ormai – ha detto – è diventata una vicenda non più tollerabile». «È indispensabile che ci si faccia promotori – dice Franco Parlavecchio, segretario del Pd di Perugia – di una forte sensibilizzazione verso i soggetti coinvolti affinché vengano rispettati i tempi di completamento dell’opera. Appare evidente, quindi, la necessità di triplicare gli sforzi per raggiungere tale obiettivo».
Le richieste di Marini e Spacca Per un ulteriore approfondimento della situazione, molto complessa, nei giorni scorsi i presidenti di Umbria e Marche, Marini e Spacca, hanno anche chiesto un «incontro urgentissimo» al numero uno di Anas Pietro Ciucci, per la «valutazione delle azioni da assumere immediatamente per superare lo stato di blocco dei cantieri». Spacca e Marini hanno anche chiesto l’immediata convocazione dell’assemblea dei soci della Quadrilatero spa.
Brutti: rescindere il contratto La protesta messa in piedi dal Pd non è piaciuta invece al segretario regionale dell’Italia dei Valori Paolo Brutti che la bolla come una «scampagnata». «Proteste del genere – dice – hanno un senso quando non ci sono alternative ma non è questo il caso». «Si può fare molto di più – scrive Brutti – restando al proprio posto e operando per la rescissione dell’accordo firmato con il General contractor. Possiamo impugnare il coltello dalla parte del manico ma lo usiamo solo per minacciare il suicidio perché nessuno ci ascolta». Una presa di posizione controcorrente che si prende la riposta stizzita di Smacchi: «Dichiarazioni fuori luogo» sostiene l’eugubino. «Piuttosto che lanciarsi in giudizi falsi ed offensivi – spiega – pensi a dare il suo contributo insieme a ciò che rimane del suo ex partito: ai cittadini dell’Umbria non interessano le strumentalizzazioni ma le soluzioni dei problemi reali».
