L'aeroporto San Francesco (Foto F. Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Dopo le anticipazioni di mercoledì, la conferma: l’aeroporto di Perugia rientra tra i 40 di «interesse nazionale». L’ufficialità è arrivata come previsto giovedì mattina nel corso dell’incontro della ‘cabina di regia’, formata da Enac, ministero dei Trasporti e le cinque Regioni scelte (Umbria, Toscana, Lombardia, Abruzzo e Calabria) che si è tenuto al ministero dei Trasporti a Roma. Entro il 30 settembre il ministro Lupi presenterà il documento e poi la palla passerà per l’approvazione definitiva alla Conferenza Stato-Regioni e al presidente della Repubblica che emanerà un decreto apposito. Viene così definitivamente scongiurato il declassamento dello scalo umbro deciso all’ultimo secondo della scorsa legislatura dall’allora ministro Corrado Passera. Sarà pertanto lo Stato a continuare a farsi carico dei costi per la sua gestione e non gli enti locali come nei casi degli aeroporti fuori dalla lista principale.

Principali e di servizio Gli aeroporti di interesse nazionale saranno suddivisi tra ‘principali’ e ‘di servizio’ e sarà questo il cuore della battaglia che la Regione cercherà di giocare nelle prossime settimane. Una distinzione le cui conseguenze sui singoli aeroporti sono tutte da verificare, con palazzo Donini intenzionato però a far rientrare il «San Francesco» nella fascia di quelli ‘principali’. Missione dura, durissima perché in quell’area giocano i grandi scali che muovono milioni di passeggeri. Insomma, alcuni aspetti sono da chiarire e ora palazzo Donini oltre a risorse per il miglioramento e lo sviluppo del «San Francesco» si aspetta da Sase, la società che gestisce l’aeroporto, un piano di sviluppo e risultati. Risultati legati anche alla concessione ventennale che la società sta aspettando e dalla quale dipende anche l’ingresso di un privato (la famiglia Panerai) interessato a rilevare il 33% di Sase. La società non commenta ufficialmente la notizia dell’evitato declassamento e invita alla «calma» in attesa del sì della Conferenza Stato-Regioni e del decreto del presidente della Repubblica che concluderà l’iter di approvazione.

Bilancio Il bilancio 2012 della società è a due facce: da un rosso di 748 mila euro, in diminuzione rispetto al precedente esercizio (889 mila euro, -16%) in seguito al quale le perdite (che sommate a quelle del 2010 toccavano 1,7 milioni) furono azzerate e la società ricapitalizzata con oltre un milione di euro. Un dato che sconta i lavori in corso e quindi i «mancati flussi positivi dei negozi e dei parcheggi che – sottolinea Sase nel bilancio – nel 2013 hanno cominciato a dare effetti positivi». Un clima di incertezza alcuni degli obiettivi fissati dai soci nel Piano economico finanziario 2012-2014, approvato nel febbraio 2012, vengono spostati più in là.

Obiettivi L’agognato break even infatti, ovvero il pareggio di bilancio, viene spostato dal 2015 fissato nel Piano al 2016/2018. La Sase parlando della diminuzione delle perdite e dell’aumento dei passeggeri, prevede l’auspicato raggiungimento del pareggio tra 3/5 anni, nonostante «le complessità da superare». Il lato positivo del bilancio sta nella crescita dei passeggeri: 201 mila nel 2012 contro i 180 mila del 2011, 54 mila in meno di quelli fissati nel Piano. Nel 2013 la Sase prevede di raggiungere quota 230 mila, mentre il documento approvato dai soci fissava l’asticella a 304 mila per quest’anno e a 330 mila nel 2014.

Rometti: grande risultato Tornando alle modifiche al Piano aeroporti secondo l’assessore ai Trasporti Silvano Rometti «si tratta di un grande, importante risultato con cui viene riconosciuto l’impegno della Regione Umbria e delle istituzioni regionali e nazionali che in questi anni hanno investito per il potenziamento dell’aeroporto». Polemica invece, nei confronti della Regione, la nota vergata dal sottosegretario alle Infrastrutture, il pidiellino umbro Rocco Girlanda che spiega anche come il Ministero abbia dovuto «mettere mano agli errori del passato». «Spiace – attacca – constatare come negli ultimi giorni c’è chi ha provato a presentarsi come salvatore della Patria, quando non c’era nulla da salvare o, quanto meno, non era nelle proprie disponibilità, solo per ottenere un titolo ad effetto sui giornali». «Mi sono limitato – risponde Rometti – a informare la società regionale sugli sviluppi positivi che si stavano aprendo».

Boccali e Leonelli Di notizia che riporta «serenità e ottimismo» parla invece il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali: «Del resto – scrive -, sembrava davvero singolare che si potesse declassare una infrastruttura in crescita, finanziata con i fondi per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Soprattutto, un aeroporto indispensabile ad una regione con una intensa attività turistica, non solo a Perugia e Assisi, ed una economia molto proiettata verso l’esterno. Anche grazie all’impegno delle istituzioni dell’ Umbria, a partire dalla Regione e dalla presidente Marini, l’obiettivo è stato raggiunto». «Soddisfazione» anche per l’invio di altri 48 agenti di polizia in Umbria la esprime poi il presidente del consiglio provinciale Giacomo Leonelli: «Sottolineo – scrivo – che tali importanti e strategici risultati (non affatto scontati, stante il clima di contenimento della spesa complessivo nonché le oggettive dimensioni della nostra regione) sono stati raggiunti grazie alla perseveranza e di tutti i nostri rappresentanti».

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