Taglio del nastro

Cinque giorni, 618 banchi di cui 100 in centro storico, le città europee gemellate, un obiettivo, da battere sperando nel bel tempo, di 800 mila persone e migliaia di prodotti, da quelli per la casa al cibo. Questi alcuni dei numeri della Fiere dei Morti che è stata inaugurata venerdì mattina a Perugia nelle due sedi di Pian di Massiano e in centro storico. Un mondo variopinto di profumi, colori e sapori che insieme formano uno degli appuntamenti più sentiti della città e una tradizione che va avanti da 700 anni. «Tradizioni, storia, legami di amicizia fra popoli e Istituzioni, commercio», questo il significato della Fiera, aperta fino al 5 novembre dalle 9 alle 21, nelle parole del sindaco Wladimiro Boccali che ha tagliato i due nastri insieme alle altre autorità locali.

FOTOGALLERY – L’INAUGURAZIONE

A Pian di Massiano, in piazzale Umbria Jazz, sono in tutto 518 i banchi, di cui 481 riservati a operatori commerciali, 20 ad artigiani e 17 a produttori agricoli, mentre quelli in centro storico sono riservati ad alcune delle città gemellate ovvero i francesi di Aix en Provence, i tedeschi di Potsdam e Tubingen e gli slovacchi di Bratislava. I banchi delle città gemellate sono tutti in piazza Italia, mentre quelli  di artigianato in via Mazzini e corso Vannucci, quelli di antiquariato sotto i portici della Provincia mentre l’enogastronomia è in piazza Matteotti.

PROGRAMMA E INFORMAZIONI UTILI

«La Fiera – ha aggiunto Boccali -, una delle più importanti del Centro Italia, è una parte significativa della storia e anche della cultura di questa città e rappresenta un punto di riferimento, una opportunità per gli operatori del commercio e per le centinaia di persone che, nei cinque giorni, la frequentano. Perugia è una città internazionale e non poteva mancare, nella Fiera, questa dimensione, ospitando altre culture, con le città gemelle». Oltre ai vari punti di ristoro, a pian di Massiano si può passeggiare alla caccia, come da tradizione, di oggetti più o meno utili, in primis quelli per la casa come biancheria , tappeti, mercerie, casalinghi, libri, quadri e stampe fino a quella per la persona (abbigliamento e biancheria intima, calzature, pelletteria, bigiotteria, profumeria, abbigliamento sportivo, caccia e pesca) all’erboristeria, artigianato, giocattoli, cibo, piante e ferramenta.

In centro invece il villaggio delle città gemelle in piazza Italia ha otto stand di Bratislava (gastronomia in generale, formaggi tipici slovacchi, artigianato del legno, articoli in vetro soffiato, bijoux di rame, miele e vino al miele, articoli in cristallo e tappeti); due di Potsdam (artigianato con tessuti Blaudruck e cappelli in feltro), sette di Aix en Provence (gastronomia provenzale, spezie, tessuti provenzali, lavanda, saponi provenzali, bijoux e manufatti in legno) e due di Tübingen (gastronomia e artigianato, con foulard di seta dipinti a mano, oggettistica e decori di Natale).

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