Un'area verde di Perugia

di Daniele Bovi

Tre milioni di metri quadri, per la precisione 3 milioni e 136 mila distribuiti in 302 aree verdi. Un numero che lievita fino a 9,9 milioni considerando l’intero verde pubblico, quindi anche quello incolto, rotatorie, aiuole, giardini scolastici, verde cimiteriale, aree boschive e orti urbani. Questi alcuni dei principali dati relativi al censimento del verde pubblico illustrati in mattinata dal vice sindaco Urbano Barelli, insieme ai tecnici degli uffici comunali, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel Cantiere comunale di Santa Lucia. I 3,1 milioni di metri quadri di proprietà del Comune riguardano aree e campi sportivi, parchi, ville e giardini, aree di forestazione e orti urbani per un totale di 302 realtà diverse.

I dati A queste vanno aggiunti altri 5,6 milioni di metri quadri tra verde incolto (2,7 milioni), rotatorie, aiuole, piste ciclabili e così via (910 mila metri quadri), giardini scolastici (144 mila), verde cimiteriale (19 mila) e aree boschive (1,7 milioni). Quindi i metri quadri di proprietà comunale sono 8,7 milioni. Altri 1,2 milioni appartengono invece ad altri enti come Provincia di Perugia o Università. Avere 9,9 milioni di metri quadri di verde pubblico (tanto per dare un’idea, la stessa superficie di interi comuni come Montefranco o Penna in Teverina) significa dare a ogni cittadino di Perugia qualcosa come 60 metri quadri a testa. A questi numeri poi vanno aggiunte tutte le zone, come i Siti di interesse comunitario e le aree naturali protette, che fanno lievitare il conteggio fino a quota 91 milioni; ovvero il doppio della superficie di un comune come Deruta.

LA SCHEDA: I DATI DEL CENSIMENTO

oltre 300 aree Tornando al verde urbano più propriamente inteso, complessivamente si parla di 339 aree, molte delle quali sono state prese in carico, o lo saranno a breve, dalle associazioni cittadine attraverso «convenzioni light» che prevedono piccoli lavori come lo svuotamento dei cestini o il taglio dell’erba. Quarantacinque gli accordi già in essere, ai quali si devono sommare i 26 in vigore da aprile, le 12 rotatorie ‘sponsorizzate’ da privati e le 9 aree verdi delle quali si occupa Arci Perugia. In più altre 8 sono in attesa di vedersi assegnata un’area, per una spesa complessiva annuale da parte del Comune (che garantisce dei piccoli rimborsi spesa) intorno agli 80 mila euro. «Un modello – ha detto Barelli – che vogliono adottare anche comuni come Assisi e Tivoli, che ci hanno chiesto informazioni».

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Numeri online Oltre ai metri quadri attraverso il censimento sono state contate (e documentate attraverso foto) fontanelle, staccionate, alberi e piante, giochi, presenza o meno di accesso per disabili, aree attrezzate, tipo di pavimentazione, servizi e così via. Tutti numeri (catalogati grazie a un software) che permetteranno al Comune di programmare in modo sistematico la manutenzione, affidata all’Agenzia forestale regionale. Alcuni di questi dati poi saranno pubblicati, a fine settembre, sul sito di palazzo dei Priori in un apposito portale dedicato al verde pubblico. Attraverso questo strumento chi vorrà potrà, oltre che inviare segnalazioni e foto, avere le informazioni principali relative ad ogni area e sapere in che giorno verrà fatta la manutenzione. «Abbiamo ereditato una situazione critica – ha detto Barelli – perché mancava un lavoro di analisi di questo tipo. Quanto alle associazioni, non abbiamo imposto nulla dato che il rapporto è regolato da convenzioni».

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Le critiche Il vice sindaco ha voluto anche rispondere alle critiche delle ultime settimane a proposito di sporcizia e degrado: «Dire – ha sottolineato – che l’intera città è nel degrado è fare un torto a Perugia e a chi, avendo governato per anni, dice queste cose». Quanto ai soldi dati all’Agenzia forestale (da 1,6 a un milione), Barelli ha detto che «non è stato fatto alcun taglio lineare, abbiamo eliminato solo sprechi e inefficienze. Nel 2011 veniva stanziato un milione, al quale noi ora aggiungiamo 550 mila euro per la manutenzione straordinaria. In linea coi tempi, chiediamo di fare meglio con meno risorse». Allo studio c’è anche una nuova convenzione con l’Agenzia «incentrata – è stato detto mercoledì – su principi di sostenibilità ambientale e raggiungimento di specifici obiettivi di qualità».

Segnalazioni in calo Un altro capitolo aperto è quello che riguarda la caccia a risorse, in questo caso comunitarie attraverso progetti per l’ambiente come il Life e il Life+, per riqualificare il verde. Barelli infine ha parlato anche delle segnalazioni fatte dai cittadini a Gesenu relative a rifiuti e degrado: dalle 2.500 del 2014 alle 2.190 stimate per il 2015 (1.520 nei primi sei mesi del 2015); in pratica da 7 a 6 al giorno. Nel 2011 erano 4.800, nel 2012 3.800 e nel 2013 4.100.

Twitter @DanieleBovi

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